DICE MONTALBANO. In Sardegna la città più antica d’Italia

Il caso Santa Vittoria di Serri
Santa Vittoria

Quando nasce una città? La risposta potrebbe sembrare semplice: quando un villaggio cresce abbastanza da ospitare molte persone, ma la dimensione demografica rappresenta solo uno dei fattori. Ciò che distingue una città da un villaggio è soprattutto il livello di organizzazione sociale, economica e politica raggiunto dalla comunità.
La trasformazione di un villaggio in una città è un processo graduale che può richiedere secoli. Durante questo percorso, un insediamento smette di essere una semplice comunità agricola e diventa il centro di un territorio più vasto, assumendo funzioni amministrative, religiose, economiche e militari.
Uno dei primi segnali di questa trasformazione è la crescita della popolazione. Le abitazioni diventano più numerose, mentre lo spazio viene organizzato in quartieri, strade e aree comuni. Tuttavia, il vero cambiamento avviene quando compaiono edifici destinati all’intera collettività: templi, palazzi del potere, piazze pubbliche, magazzini per le derrate alimentari e mura difensive. Queste opere richiedono una pianificazione e una capacità organizzativa impossibili in un villaggio.
Parallelamente si sviluppa una crescente specializzazione del lavoro. Se nei villaggi la maggior parte degli abitanti è impegnata nell’agricoltura, nelle città emergono artigiani, fabbri, ceramisti, mercanti, sacerdoti, scribi, funzionari e soldati. Questo cambiamento è reso possibile dalla produzione di un surplus agricolo che consente a una parte della popolazione di dedicarsi ad attività non agricole.
La nascita della città coincide anche con la formazione di un’autorità politica stabile. Re, magistrati o consigli cittadini amministrano il territorio, riscuotono tributi e organizzano opere pubbliche, mentre i principali edifici religiosi diventano il fulcro della vita civile oltre che spirituale.

Le città sono snodi commerciali

Un altro elemento distintivo è lo sviluppo del commercio. Le città diventano nodi di una rete di scambi che collega regioni lontane, favorendo la circolazione di materie prime, manufatti, tecnologie e idee. In molte aree del Vicino Oriente la necessità di amministrare queste attività contribuì persino alla nascita della scrittura.
Le prime vere città comparvero in Mesopotamia tra il IV e il III millennio a.C., poi il fenomeno si diffuse in Egitto, nella Valle dell’Indo, nel mondo greco e in Italia protostorica. Un esempio emblematico è Roma, che tra X e IX secolo a.C. era ancora un insieme di villaggi, poi unificati tra VIII e VII secolo a.C. in una vera città.
Una città, dunque, non si definisce dal numero degli abitanti, ma dalla complessità della sua organizzazione.
Nel caso della Sardegna, applicando questi criteri, si osserva una situazione intermedia tra villaggio e città. Durante l’età nuragica, tra Bronzo recente e finale, l’isola è caratterizzata da grandi insediamenti complessi, ma non ancora pienamente urbani. Mancano infatti una centralizzazione politica stabile e un’amministrazione territoriale strutturata come nelle città del Vicino Oriente o del mondo greco.
Tuttavia, alcuni siti mostrano elementi che anticipano il fenomeno urbano. Tra questi spicca il santuario di Santuario nuragico di Santa Vittoria, uno dei complessi più estesi e articolati dell’isola.

Il caso Santa Vittoria di Serri

In questo grande villaggio, posto su un altopiano basaltico che domina le vallate circostanti, verso la fine del II Millennio a.C. si concentrano funzioni religiose, sociali ed economiche: un grande tempio a pozzo, spazi per assemblee comunitarie, capanne delle riunioni e aree destinate a scambi e attività artigianali. Il sito non era probabilmente un insediamento stabile, ma un luogo di convergenza periodica per comunità diverse.
Per queste caratteristiche, Santa Vittoria può essere interpretata come una forma avanzata di centro protourbano, in cui si manifesta in modo evidente il processo di aggregazione tipico delle future città. Non si tratta ancora di una città in senso pieno, ma di un organismo complesso che organizza il territorio circostante e favorisce la nascita di relazioni politiche ed economiche più articolate. In questo senso, rappresenta uno dei migliori esempi sardi del passaggio graduale dal villaggio alla città, ed è verosimilmente il centro urbano più antico d’Italia.

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