Malta raddoppia l’acqua potabile prodotta dal mare

Nuovo impianto a Ghar Lapsi, piano decennale da quattrocento milioni
Il nuovo impianto di Għar Lapsi Foto: MEEC

Un nuovo impianto di osmosi inversa a Ghar Lapsi per ricavare acqua pulita e potabile dal mare. A Malta è stato pubblicato il bando da 35 milioni di euro della Water Services Corporation, nell’ambito del piano che punta a raddoppiare la capacità di produzione idrica attraverso la desalinizzazione entro il 2030. Il nuovo impianto utilizzerà tecnologie a basso impatto ambientale per trasformare l’acqua di mare in acqua potabile sicura e di alta qualità, destinata alle abitazioni e alle attività economiche. La capacità di produzione dell’impianto di Ghar Lapsi passerà dagli attuali 30 mila a circa 60 mila metri cubi al giorno. La Water Services Corporation sta già lavorando a un successivo bando per un progetto analogo, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la capacità di osmosi inversa. Un altro impianto potrebbe sorgere nel sud di Malta e avere una capacità di circa 40 mila metri cubi d’acqua al giorno. A Ghar Lapsi i lavori dovrebbero iniziare entro la fine del 2026. L’investimento arriva in un momento in cui la domanda di acqua potabile nelle isole maltesi ha raggiunto livelli record. Proprio ieri è stato registrato il consumo giornaliero più alto mai rilevato nel Paese: circa 128 milioni di litri d’acqua in un solo giorno. Attualmente Malta è in grado di produrre attraverso gli impianti di desalinizzazione circa 100 metri cubi d’acqua al giorno. L’acqua ottenuta tramite osmosi inversa rappresenta circa il 70% di quella immessa nella rete.

I nuovi impianti rientrano in un più ampio piano decennale di investimenti da 400 milioni di euro, finalizzato ad aumentare la produzione, ridurre le inefficienze del sistema e migliorare costantemente la qualità dell’acqua potabile a Malta e Gozo. La Water Services Corporation sta inoltre portando avanti una strategia per ridurre dispersioni e perdite nella rete. L’obiettivo complessivo è più che raddoppiare la capacità di produzione degli impianti di desalinizzazione, portandola dagli attuali 100 mila a circa 220 metri cubi al giorno.

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