Malta “remigra” i turisti cafoni: sanzioni sopra i duecento euro? Espulsione

Albergatori e ristoratori favorevoli
Sanzioni più severe per i turisti cafoni a Malta

Il turista cafone è un maleducato che non conosce latitudini ma a Malta non avrà più vita facile. Chi confonde una vacanza con il diritto di fare ciò che vuole rischia di tornare a casa prima del previsto. Il Governo maltese ha introdotto una stretta contro i comportamenti antisociali dei visitatori: i turisti non residenti che accumuleranno sanzioni per oltre 200 euro potranno infatti essere espulsi dall’isola. Il provvedimento punta a contrastare episodi di schiamazzi, disturbo della quiete pubblica, abbandono di rifiuti e altre violazioni che incidono sulla qualità della vita dei residenti e sull’immagine della destinazione turistica. Sarà il Principal Immigration Officer a valutare, caso per caso, se il turista sanzionato potrà proseguire il soggiorno o dovrà lasciare Malta. Le multe, inoltre, potranno essere riscosse immediatamente al momento della contestazione. Chi riceverà il provvedimento di espulsione avrà comunque la possibilità di presentare ricorso davanti al tribunale competente entro un giorno lavorativo dalla notifica. Il ministro degli Affari Interni e della Sicurezza, Glenn Bedingfield, ha chiarito la filosofia della nuova normativa: “Malta continuerà a essere una meta aperta e ospitale, ma non accetterà comportamenti che mettano a rischio la sicurezza pubblica o disturbino la convivenza civile. Per chi viola la legge o crea situazioni di pericolo, ha spiegato il ministro, l’allontanamento dal Paese potrà diventare una conseguenza immediata”. La linea dura è stata accolta con favore anche dall’Associazione degli Alberghi e dei Ristoranti di Malta (MHRA). Il presidente Tony Zahra ha sottolineato che i visitatori sono chiamati a rispettare le leggi, le comunità locali e gli spazi pubblici. Secondo l’associazione, i comportamenti scorretti di una minoranza di turisti rischiano di danneggiare i residenti, compromettere la reputazione internazionale dell’isola e ostacolare la strategia di un turismo sempre più orientato alla qualità piuttosto che ai gra

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