Guerra movimento cinquestelle-Grillo. I pentastellati: “Da lui informazioni false”

Il Movimento difende Todde e i suoi consulenti
Beppe Grillo e Alessandra Todde

Il Movimento 5 Stelle Sardegna risponde alle accuse di Beppe Grillo sugli incarichi della Regione. Una replica dai toni duri, che intreccia la difesa delle scelte della giunta con lo scontro tra il fondatore e la comunità politica oggi guidata da Giuseppe Conte. Secondo i pentastellati sardi, il post pubblicato da Grillo contiene “informazioni false”. e ricostruzioni che non corrispondono alla situazione attuale. Il Movimento sostiene che l’ex garante non abbia mai accettato la sfiducia ricevuta dalla propria comunità e il sostegno di cui gode Conte. “È mosso da rabbia e livore”, afferma il M5S, accusandolo inoltre di aver tentato di destabilizzare la formazione politica dalla quale, ricorda nella nota, avrebbe percepito 300 mila euro l’anno. La polemica investe anche il richiamo a San Francesco, la cui festa coincide con il compleanno del Movimento. “Il 4 ottobre è il compleanno del Movimento, non il suo”, ribattono i pentastellati, contestando l’uso della figura del santo nell’attacco alla giunta sarda.

Sul merito degli incarichi, il M5S cita i casi di Cinzia Pilo e Mariassunta Matrisciano: secondo quanto riferito nel comunicato, entrambe non lavorano più in Sardegna da mesi. Le cifre riportate da Grillo, sostiene dunque il Movimento, descriverebbero una situazione ormai superata. La nota rivendica inoltre la pubblicazione degli incarichi sul sito istituzionale della Regione come prova della trasparenza dell’amministrazione. Un altro passaggio riguarda Gasparetti. I pentastellati difendono il compenso del professionista, giudicandolo in linea con quello di figure di analogo livello, e criticano l’attacco personale nei suoi confronti. Quanto ai capi di gabinetto, il Movimento precisa che la loro retribuzione è disciplinata dalla legge regionale 32 del 1988 e respinge il collegamento con quella che Grillo definisce “legge poltronificio”. Il M5S contesta poi il modo in cui viene rappresentato il numero degli incaricati. Secondo la nota, il riferimento a un “centinaio di consulenti” comprende in realtà l’insieme delle figure di staff, inclusi gli addetti di gabinetto e gli uffici stampa, che in passato venivano rendicontati diversamente. Il Movimento sostiene inoltre che la riforma del 2021 richiamata nella polemica riguardasse l’Ufficio di Presidenza e non la generalità degli incarichi regionali. Nella difesa dell’operato della giunta, i pentastellati richiamano infine il carico di lavoro legato al PNRR: oltre novemila progetti da attuare e rendicontare entro le scadenze europee, a fronte di un organico regionale che, secondo i dati citati nel comunicato, presenta una carenza del 30%. Rivendicano anche risparmi per milioni di euro derivanti dalla scelta di non assegnare alcuni incarichi, a partire dai capi dipartimento. La conclusione torna sul terreno politico e sul riferimento francescano: il Movimento respinge le lezioni di morale dell’ex garante, confermando una frattura che la polemica sugli incarichi in Sardegna rende ancora più evidente.

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