A Irgoli c’è anche la birra alla pompia

Dal campo al boccale le produzioni artigianali di Marduk
Le birre di Marduk

Il profumo della pompia diventa il tratto distintivo di una birra che racconta il legame con la Sardegna. Si chiama Sexy Pompìa ed è una delle produzioni del birrificio Marduk di Irgoli: una birra ambrata chiara, a bassa fermentazione, nella quale l’agrume caratterizza il bouquet aromatico. Una scelta che porta un ingrediente del territorio dentro una ricetta brassicola e ne fa uno degli elementi riconoscibili del marchio. Marduk è la storia imprenditoriale di due amici, Mauro Loddo e Giuseppe Murru, che hanno trasformato la passione per la birra in un’attività imprenditoriale. Il percorso comincia nel 2007 con le prime sperimentazioni casalinghe, prosegue attraverso corsi, studio e circa duecento cotte di prova, fino all’avvio della produzione nel luglio 2013. Anche l’impianto nasce dal loro lavoro: progettato e costruito componente dopo componente, rappresenta il primo passo concreto di un progetto destinato a crescere. La scelta agricola diventa centrale. Marduk coltiva orzo e luppolo e gestisce le lavorazioni all’interno della propria filiera, collegando il lavoro nei campi alla produzione e alla commercializzazione. L’azienda dichiara di utilizzare il 95% di materie prime prodotte al proprio interno e dispone di una malteria, dove segue le diverse fasi di trasformazione dell’orzo. Gli stessi reparti, durante l’estate, vengono impiegati per l’essiccazione e il confezionamento del luppolo. In questo percorso, la Sexy Pompìa esprime con immediatezza la ricerca di un’identità locale.

Accanto ad essa, la produzione comprende Pilsner, Pale Ale, IPA, Altbier e Black IPA, alle quali si aggiungono produzioni stagionali. Tra queste c’è la Harvest, realizzata con luppoli freschi appena raccolti in azienda: un’altra ricetta che mette in relazione il calendario agricolo e quello del birrificio. Il rapporto con la clientela prosegue anche a Orosei con “Sapori di Filiera”, punto vendita e tap room di Marduk. È un ulteriore tassello di un’attività che lega coltivazione, trasformazione e degustazione. La birra alla pompia diventa così una delle porte d’ingresso per conoscere il progetto: partire da un profumo riconoscibile e ritrovare, nel bicchiere, il lavoro e le scelte di un’impresa sarda.

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