

Quattro operai dell’Eurallumina sono saliti sulla sommità del forno, a sessanta metri d’altezza, e i colleghi in presidio davanti ai cancelli. L’occupazione è scattata oggi durante il sit-in e l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori. Una scelta annunciata dai sindacati come risposta allo stallo della vertenza e rivolta a Governo, ministeri, Regione ed enti locali. La richiesta più urgente riguarda i fondi necessari alla gestione corrente dell’impianto. Secondo quanto denunciano i lavoratori, dei 9,6 milioni di euro annunciati nel dicembre 2025 sarebbe stata versata soltanto una parte. Risorse che il presidio considera indispensabili per affrontare una situazione ormai al limite. La permanenza in quota proseguirà anche durante la notte e per tutto il tempo ritenuto necessario. Non vengono escluse ulteriori iniziative. A riaccendere la protesta è anche l’esito degli ultimi incontri istituzionali: il tavolo del 15 settembre non ha prodotto i risultati sperati, lasciando ancora da definire l’ipotesi di un’amministrazione controllata affidata a un commissario. Il primo ottobre era poi arrivato l’allarme pubblico sul rischio di insolvenza. Il 13 ottobre si erano riuniti per la prima volta tutti i soggetti coinvolti: ministeri, Agenzia del Demanio, Regione, Provincia, Comune di Portoscuso e Comitato di Sicurezza Finanziaria. Ma anche quel confronto, sottolinea il fronte sindacale, si sarebbe concluso senza nuovi stanziamenti e senza individuare una soluzione per sbloccare gli asset. Questa successione di appuntamenti senza risposte concrete ad aver riportato gli operai sul forno. Dai cancelli, i colleghi sostengono l’occupazione. In cima all’impianto, la richiesta resta la stessa: ottenere risorse e decisioni che consentano alla vertenza di uscire dall’attesa.


