
La difesa del potere d’acquisto e la richiesta di maggiori risorse per i servizi pubblici portano in piazza la Sardegna. Questa mattina, 30 ottobre, migliaia di persone hanno partecipato a Cagliari alla manifestazione nell’ambito dello sciopero generale proclamato dall’Usb. Dal concentramento di piazza Garibaldi è partito un corteo con lavoratori, studenti e rappresentanti di associazioni e movimenti. Tra i motivi della protesta questioni economiche e opposizione al riarmo. Il sindacato denuncia stipendi insufficienti a compensare i rincari e chiede interventi su prezzi, retribuzioni e beni essenziali. Al Governo viene contestata la scelta di aumentare gli stanziamenti militari mentre, secondo l’Usb, sanità, istruzione e politiche per la casa avrebbero bisogno di maggiori finanziamenti. Manifestazioni sono state annunciate anche a Sassari e Nuoro. Nel capoluogo la mobilitazione riunisce sensibilità diverse. Accanto alle organizzazioni dei lavoratori partecipano gruppi studenteschi, realtà impegnate nella solidarietà con la Palestina e il Comitato per i diritti di educatori ed educatrici. Presenti anche i Comitati di Pratobello 24, che portano nella protesta il tema del contrasto alla speculazione energetica. Il percorso previsto attraversa il centro cittadino per raggiungere il porto, con conclusione nell’area tra il molo e la calata Sant’Agostino. La scelta dello scalo richiama un altro tema della giornata: l’opposizione al trasporto di armamenti, nel quadro della mobilitazione internazionale “Ports in Action”. Una protesta che lega così le difficoltà quotidiane di lavoratori e famiglie alle richieste di cambiare le priorità della spesa pubblica.


