A Quartu l’Officina delle lingue minoritarie

Due sessioni di incontri dedicate a sardo, catalano, friulano e francoprovenzale
La locandina dell’evento

Le lingue minoritarie possono offrire una chiave di lettura dei conflitti contemporanei e contribuire alla costruzione della pace? È la domanda al centro della terza edizione dell’Officina delle lingue minoritarie, in programma a Quartu Sant’Elena dal 5 al 7 novembre e dal 5 al 6 dicembre 2026. La manifestazione vedrà la partecipazione di scrittori, studiosi e operatori culturali delle comunità sarda, catalana, friulana e francoprovenzale. Il filo conduttore sarà il rapporto tra identità linguistiche, letteratura e tensioni del presente, con l’obiettivo di portare le lingue di minoranza dentro il dibattito contemporaneo. Per il sindaco Graziano Milia, le comunità minoritarie possono dare un contributo al confronto tra culture e alla ricerca di percorsi di pace. Una prospettiva che accompagnerà un cartellone articolato tra presentazioni, laboratori, testimonianze e musica.

Giovedì 5 novembre apertura dei lavori alle 17 nella Sala dell’Affresco dell’ex Convento dei Cappuccini, in via Brigata Sassari 4. Il poeta e filologo catalano Carles Duarte i Montserrat dialogherà con Maurizio Virdis sulla traduzione in catalano del poema sufi “La conversa dels ocells”. Nella stessa serata, Sandro Dessì presenterà con Giusy Fanti l’opera bilingue “Un padre aveva due figli”, una rilettura della parabola del figliol prodigo. Il 6 novembre, sempre alle 17 nella stessa sede, spazio alla storia e alla letteratura sarda: in programma la graphic novel di Massimiliano Pala dedicata ad Amsicora, con versione in sardo di Angelo Canu, e il volume “Padre Cubeddu in sa terra de sa poesia” di Luca Maurizio Atzori e Graziano Fois. Sabato 7, dalle 10, Lucia Cossu guiderà il “Cantiere de sa limba sarda”, aperto a idee, esperienze e proposte per migliorare le politiche linguistiche. La seconda parte della manifestazione inizierà il 5 dicembre alle 17 a Sa Dom’e Farra con un confronto sulla scrittura negli idiomi non statali, al quale parteciperanno Jordi Llavina, Teresa Geninatti Chiolero e William Cisilino. Alle 18.30 seguirà la tavola rotonda “La lingua della pace è in minoranza? Friuli-Sardegna: due casi a confronto”, dedicata al ruolo delle identità linguistiche nel dialogo tra comunità. Durante la serata sarà premiato Bachis Medde, libraio di Ghilarza che nel 2026 ha portato la propria attività itinerante in circa cinquanta località sarde. Chiusura domenica 6 dicembre alle 18.30, nuovamente nella Sala dell’Affresco: Maria Gabriella Ledda presenterà “Tra le mie corde”, libro dedicato al percorso artistico di Mauro Palmas, che chiuderà l’Officina con un concerto.

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