
Ci sono saperi che non stanno nei libri, perché si tramandano da una mano all’altra. Nessuno li ha mai scritti: si imparano guardando, sbagliando e ricominciando. Per secoli li hanno custoditi le donne, senza bisogno di firme.
Selargius prova a restituire loro il nome. Giovedì 5 novembre alle 18.30, a Casa Cara (via F.lli Bandiera 18), si inaugura la mostra fotografica di Sabina Murru, curata da Giacomo Pisano: un percorso di immagini dedicato al lavoro e alla sapienza artigianale delle donne selargine. Il vernissage sarà accompagnato dalle musiche di Andrea Morelli, con il contributo della Scuola Civica di Musica di Selargius.
La fotografia, qui, non fa estetica: fa memoria. Fissa gesti che il tempo sta già consumando e ricorda che l’identità di un paese passa prima dalle mani che dalle parole.
È l’approdo di «Manus de Oro», il progetto avviato nel 2025 e presentato in anteprima nei mesi scorsi, che quest’anno intreccia la rassegna «In Arte Donna», da anni dedicata alle artiste sarde, e il cartellone «Anderas 2026». Tre fili, un solo ordito: il lavoro femminile come patrimonio, che restituisce identità al ruolo e lo completa.
Si va per guardare, si esce avendo ascoltato. La mostra è aperta tutti i giorni fino al 14 novembre, dalle 17 alle 20.
Rita Fadda


