Invalidi civili, una missione chiamata Anmic

Una escursione dei soci Anmic

“Aiutare. Il nostro verbo”. Lo slogan riflette in maniera chiara lo spirito dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, Anmic, che in Italia conta su 100 mila soci e circa un decimo si trova in Sardegna, dove gli iscritti sono 9 mila.

Anmic si occupa di tutelare i diritti dei disabili e di dare diversi servizi, come spiega il presidente dell’associazione nell’isola, Fabrizio Rodin: “Diamo assistenza fiscale e burocratica, consulenza legale e offriamo anche visite mediche specialistiche grazie alla presenza del medico in sede”. L’anno scorso, sono state sbrigate 40 mila pratiche di vario tipo, grazie a una struttura ormai capillare: “Siamo presenti in tutte le province: Oristano, Nuoro, Sassari e Olbia e abbiamo due sedi a Cagliari, una a Iglesias e San Gavino e entro questo mese apriremo quella di Quartu” dichiara Rodin.

Cosa fa Anmic

Uno dei principi dell’associazione è quello di considerare le persone come tali, e non come numeri connessi a una pratica da svolgere. Nelle recensioni gli utenti segnalano spesso la presenza di due fattori che dovrebbero essere i cardini del mondo sociosanitario: “Risposte competenti fornite in maniera empatica”.

Il segretariato sociale è l’attività storica che svolgono i 25 dipendenti di Anmic Sardegna (la sola Cagliari gestisce circa 100 telefonate al giorno) che rappresenta l’attività quotidiana.

Poi c’è quella di tipo sociale: “A Cagliari ogni martedì i soci vanno al cinema gratis. In estate ci ritroviamo al Poetto: 100 giorni di sole e mare. Più altri appuntamenti estemporanei – racconta il presidente – questo secondo noi è un risvolto molto importante perché permette di socializzare tra le famiglie dei vari utenti. Consentono di rompere la routine di quella che io chiamo arresti domiciliari per le persone che devono assistere i loro familiari”.

Quando le persone non vogliono più lottare

Un tema delicato e importante è il supporto psicologico di fronte a situazioni di disperazione completa. A volte, l’utente non riesce più ad andare avanti, non trova più lo stimolo per continuare la sua lotta. Le persone affondano nel buio e non hanno la forza di rialzarsi. In questi momenti, una parola giusta o sbagliata può fare la differenza tra la vita e la morte. “Capitano episodi del genere, purtroppo. Annunci di suicidio, certo. Il dipendente Anmic è un po’ avvocato e un po’ psicologo, ogni anno ci formiamo per dare supporto a 360 gradi. Ciascun caso comprende tante problematiche intrecciate nei modi più disparati. Economiche, sociali, legali. In un contesto difficile, noi cerchiamo di dare il massimo” conclude Rodin.   Per rivolgersi ad Anmic Sardegna è possibile consultare il sito www.anmicsardegna.it
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