
Ci sono progetti sociali che sonio sono storie di vita: parlano di comunità, di fiducia e della capacità concreta di abbattere barriere che sembrano invalicabili. È il caso della Cooperativa Sociale Giovanni Maria Angioy, punto di riferimento nel panorama educativo e inclusivo della Sardegna. La disabilità non è vista come un limite, ma come una possibilità e la persona come parte della comunità. Un valore che, grazie a un lavoro quotidiano diventa risorsa per l’intera comunità. Su queste solide basi nasce anche l’associazione “PERCHÉ NO”, un ulteriore tassello che rafforza l’azione sociale sul territorio e amplia le opportunità per i ragazzi coinvolti.
Uno dei momenti più significativi di questo cammino è stato vissuto ad Asseminello, nel centro sportivo del Cagliari Calcio. Molto più di una semplice visita: i ragazzi hanno potuto vivere un’esperienza autentica di inclusione, accolti con grande disponibilità dalla società e dai giocatori. Un incontro che ha lasciato un segno profondo, fatto di sorrisi, emozioni e condivisione. Ma il cuore del progetto si costruisce ogni giorno, nel territorio. La cooperativa ha scelto di andare oltre le attività tradizionali, promuovendo un’inclusione reale attraverso esperienze concrete. I ragazzi partecipano a laboratori di teatro-terapia e musica, ma soprattutto entrano in contatto diretto con il mondo del lavoro e della socialità: collaborano con supermercati, pizzerie, attività di parrucchiera e pasticceria locale. Contesti in cui dimostrano capacità, professionalità e una straordinaria energia.
Alla base di tutto c’è una rete solida, fatta di persone prima ancora che di istituzioni. I genitori rappresentano il primo pilastro, con la loro fiducia e la partecipazione attiva alle iniziative. Accanto a loro, il lavoro degli educatori – Maria Francesca Tula, Franca Falchi e Gianni Mameli – è fondamentale: un impegno costante, spesso silenzioso, ma decisivo per il benessere e lo sviluppo dei ragazzi. Fondamentale anche il sostegno dell’amministrazione comunale di Bono, guidata dal sindaco Michele Solinas, insieme alla vice sindaca Eliana Lisai e all’assessora ai Servizi sociali Angela Solinas, che continuano a garantire vicinanza e supporto alle attività della cooperativa. Quella della “Giovanni Maria Angioy” dimostra che, quando esiste una comunità accogliente e un progetto educativo solido, i limiti possono essere superati. Bono è un modello di integrazione e di solidarietà.


