Aborto, cambia tutto: in Sardegna parte la sperimentazione per la pillola a casa

La pillola abortiva

La Sardegna apre alla somministrazione domiciliare dei farmaci abortivi. È la seconda Regione in Italia a farlo, dopo l’Emilia-Romagna. L’Interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sarà possibile anche in consultori e ambulatori autorizzati, senza passare dagli ospedali.
L’annuncio arriva a seguito di un’interrogazione presentata questa mattina dal consigliere regionale Valdo Di Nolfo, che ha chiesto conto alla Giunta della reale applicazione della Legge 194 in Sardegna. Nella stessa giornata, l’Assessorato alla Sanità ha confermato l’attivazione della sperimentazione. Le pazienti non dovranno sostenere alcun costo.

Arriva la pillola da prendere a casa

Il nodo rimane quello di sempre: l’obiezione di coscienza. D Nolfo dice: “In alcune strutture la percentuale di medici obiettori supera il 90 per cento, con punte del 100 per cento nei presidi periferici. Un dato che, di fatto, compromette la possibilità di accedere all’aborto nei tempi previsti dalla legge”. Nel 2024 in Sardegna sono state registrate 1.430 interruzioni volontarie di gravidanza, 967 delle quali con metodo farmacologico (pari al 67,6%). Il resto avviene ancora in ambito ospedaliero, con procedura chirurgica. Una percentuale di molto superiore a quella registrata in quasi tutte le regioni italiane. Ora, la Regione ha recepito le linee guida nazionali e autorizza l’aborto farmacologico anche nei consultori e negli ambulatori accreditati. La vera novità, però, è l’apertura alla somministrazione domiciliare della pillola, in regime di sperimentazione controllata.
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