Ad Abu Dhabi parte il dialogo sulla guerra in Ucraina

Al tavolo spunta il “negoziatore” di Trump
L’incontro ad Abu Dabi

Ad Abu Dhabi si è aperto un nuovo, delicato capitolo del confronto internazionale sulla guerra in Ucraina. Per la prima volta delegazioni di Russia, Ucraina e Stati Uniti si incontrano faccia a faccia in un formato trilaterale, con colloqui destinati a proseguire per due giorni sotto l’egida degli Emirati Arabi Uniti.

Il mago dei negoziati impossibili

Sul versante americano, a colpire è la presenza di una figura finora poco nota al grande pubblico: Josh Gruenbaum. Avvocato quarantenne, esperto di finanza, fusioni e acquisizioni, Gruenbaum è considerato nell’entourage di Donald Trump un vero e proprio “mago dei negoziati impossibili”. Non è un diplomatico di carriera, ma negli ultimi mesi è diventato uno degli uomini chiave delle missioni più sensibili, dal dossier ucraino al Medio Oriente. Già lo scorso autunno Gruenbaum aveva avviato contatti informali con ambienti russi, ma la sua presenza accanto agli inviati di Washington segna ora un salto di livello, proprio mentre gli Stati Uniti tentano di costruire un percorso politico per mettere fine al conflitto. Non a caso, nelle settimane precedenti aveva partecipato a riunioni riservate sulle garanzie di sicurezza per Kiev e ai tavoli internazionali dei cosiddetti “volenterosi.”Ufficialmente Gruenbaum ricopre il ruolo di commissario del Federal Acquisition Service e di consigliere senior del neocostituito “Consiglio per la Pace”, organismo voluto da Trump per coordinare le iniziative diplomatiche nei principali teatri di crisi. Un profilo tecnico, abituato a trattative dure e a dossier complessi, che ora viene schierato anche sul fronte più incandescente della politica globale.

Oltre gli schemi

I colloqui di Abu Dhabi, confermati da tutte le principali agenzie internazionali, rappresentano un primo test concreto del piano statunitense per fermare la guerra. Le aspettative restano caute, ma il fatto stesso che Kiev, Mosca e Washington siedano allo stesso tavolo è già un segnale politico rilevante. E la presenza di Gruenbaum indica che, per Trump, la partita passa anche – e soprattutto – da negoziatori fuori dagli schemi.

prova
Condividi

Articoli correlati