
Le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi, esponente del Movimento 5 Stelle in quota alla Giunta Todde, scatenano una tempesta politica. Durante un convegno organizzato da Federsanità, Bartolazzi ha sollevato dubbi sulla sostenibilità economica delle terapie oncologiche più costose, ipotizzando che in alcuni casi queste cure potrebbero non essere garantite agli ultraottantenni. “Assorbono oltre il 77% del budget oncologico – ha detto – e bisogna valutare come allocare le risorse”.
Le parole dell’assessore hanno innescato una reazione durissima da parte del Partito Democratico, alleato di governo nella Giunta Todde. “È una posizione inaccettabile – ha dichiarato il gruppo consiliare PD – che apre alla discriminazione per età e tradisce i principi costituzionali della sanità pubblica. Il diritto alla cura non può dipendere da valutazioni contabili. È un errore gravissimo che investe l’intero assetto della maggioranza”. Per il PD, la sostenibilità si garantisce con prevenzione e buon governo, non tagliando i diritti dei più fragili.
Anche dall’opposizione arrivano attacchi. Corrado Meloni, consigliere di Fratelli d’Italia, ha definito Bartolazzi “un accabadore del sistema sanitario”. “Si era presentato come il salvatore della sanità sarda – ha detto – ma oggi recita il ruolo di chi decide chi curare e chi no. La sua visione si concilia con la ‘cultura dello scarto’ denunciata da Papa Francesco. Non si risparmia sulla pelle degli anziani”. Meloni ha infine chiesto le dimissioni dell’assessore.
Ma è il fuoco amico del Partito Democratico a rendere politicamente incandescente il caso: il dissenso nasce dentro la maggioranza, e colpisce uno dei suoi uomini di punta.


