Bonus da 600 euro al mese e rigenerazione urbana: la strategia della Regione contro lo spopolamento

Panoramica del Comune di Bortigali (NU)

Il cuore della Sardegna si sta svuotando. Paesi sotto i 5 mila abitanti registrano ogni anno più partenze che nascite, con scuole chiuse, servizi ridotti al minimo e un’età media sempre più alta. La dinamica è totalmente strutturata, appare inscalfibile, granitica. Una certezza con cui dover fare i conti. E i primi a doversene occupare sono gli amministratori pubblici, dalla Regione ai singoli comuni. Al riguardo, l’ente regionale prova a reagire con un piano a più voci: sostegno economico immediato alle famiglie, semplificazione urbanistica e rilancio dei territori.

La misura simbolo è il bonus natalità, rinnovato per il 2025: 600 euro al mese per ogni primo figlio nato, adottato o affidato nei comuni più piccoli, 400 euro per i successivi, fino ai 4 anni. “Non sarà un’elemosina – precisa l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi – ma parte di una strategia che punta a costruire stabilità e servizi”. Le risorse verranno distribuite in due tranche ai comuni, sulla base dei dati Istat aggiornati.

Ma il fronte demografico non si affronta solo con i contributi. L’assessore all’Urbanistica Francesco Spanedda chiama in causa tutti i settori dell’amministrazione: “Contro lo spopolamento serve un’azione integrata. Lavoro, istruzione, sanità, turismo e industria devono muoversi insieme. E i Comuni devono smettere di sentirsi marginali: devono riscoprire la loro forza”.

Rigenerazione urbana, recupero edilizio, semplificazione delle norme e presa in carico della popolazione anziana sono i pilastri di una visione più ampia, che mira non solo ad attrarre residenti, ma a ricostruire comunità. La sfida non è far nascere figli, ma creare luoghi dove valga la pena restare.

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