Turista salvata da infarto, Cappellacci: “Farmacia dei servizi e telemedicina salvano vite”

“Professionisti preparati, esame immediato e uno specialista raggiunto attraverso la tecnologia fanno la differenza”
Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati

L’intervento che nei giorni scorsi ha permesso di salvare una turista tedesca colpita da infarto in una farmacia di Cagliari è, per il presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera, Ugo Cappellacci, la dimostrazione concreta del ruolo sempre più decisivo della sanità digitale e della medicina di prossimità. La donna è stata soccorsa grazie all’esecuzione immediata di un elettrocardiogramma e al collegamento in telemedicina con un cardiologo che, dopo aver valutato il tracciato, ha disposto l’attivazione del 118. Un intervento tempestivo che ha consentito il ricovero in codice rosso. “L’episodio di Cagliari dimostra in modo inequivocabile che, quando le norme si traducono in servizi realmente accessibili e le tecnologie, come la telemedicina, vengono affidate a professionisti preparati, possono salvare concretamente vite umane”, afferma Cappellacci. “Un plauso va ai farmacisti che hanno agito con prontezza e competenza. Le farmacie sono tra i primi presìdi sanitari sul territorio: luoghi capillari, facilmente accessibili e spesso il primo punto di riferimento per cittadini, anziani e persone fragili. Questo è ciò che la sanità digitale deve fare: superare le distanze, ridurre i tempi e portare le competenze dove si trova il paziente”.

Gli investimenti

Il presidente della Commissione richiama il percorso di rafforzamento avviato dal Governo. Con la legge di bilancio 2026 la farmacia dei servizi è diventata strutturale nel Servizio sanitario nazionale e la stessa manovra ha stanziato ulteriori 20 milioni di euro annui per il potenziamento della telemedicina, già sostenuta dagli ingenti investimenti del PNRR. Un modello che collega farmacie, medici, specialisti e strutture sanitarie, favorendo diagnosi più rapide, continuità assistenziale e monitoraggio dei pazienti anche fuori dagli ospedali. “L’ampliamento delle funzioni delle farmacie può contribuire a decongestionare gli altri servizi sanitari e rendere più semplice l’accesso alle cure”, prosegue Cappellacci. “Questo ruolo deve essere armonizzato con quello dei poliambulatori e delle altre strutture territoriali, tenendo conto delle rispettive esigenze e senza creare svantaggi. La sanità territoriale, che il Governo sta rafforzando con riforme e investimenti, può affrontare le sfide future soltanto attraverso una collaborazione più forte tra tutti gli attori del sistema”.

Svolta irrinunciabile

Secondo Cappellacci, questa impostazione è coerente anche con il disegno di legge sulle professioni sanitarie all’esame della Camera, che punta a valorizzare competenze, responsabilità e integrazione tra i professionisti. “Il farmacista non è soltanto il professionista che dispensa il farmaco: è una figura sanitaria essenziale nella prevenzione, nel monitoraggio e nell’orientamento del cittadino. Dobbiamo valorizzare pienamente questa funzione, nel rispetto delle competenze di ciascuno”.
Per Cappellacci, la sanità digitale rappresenta ormai una svolta irrinunciabile. “Non è più un capitolo accessorio delle politiche sanitarie, ma una leva decisiva per garantire sostenibilità, equità e qualità delle cure. Il ministero della salute sta rafforzando sempre di più le piattaforme nazionali di telemedicina, la digitalizzazione degli ospedali e il potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico. L’obiettivo non è sostituire il rapporto umano o la valutazione del professionista, ma permettere a ogni operatore di decidere meglio e più rapidamente. Quanto avvenuto a Cagliari”, conclude Cappellacci, “racchiude il senso di questa trasformazione: un presidio vicino al cittadino, professionisti preparati, un esame eseguito immediatamente e uno specialista raggiunto attraverso la tecnologia. È così che la sanità digitale diventa sanità reale e può fare la differenza tra un intervento tardivo e una vita salvata”.

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