Cagliari, il Liceo “Dettori” chiama gli studenti di ieri

Una nuova rubrica social raccoglie storie, ricordi e percorsi degli ex allievi
Il Liceo Classico “G.M. Dettori”

“Studenti di ieri, che cosa succede dopo aver frequentato il Liceo Dettori?” La domanda, pubblicata sui profili social della scuola, è un invito rivolto a chi ha trascorso cinque anni tra le “sudate carte” nelle aule di via Cugia. L’obiettivo è ritrovare gli ex allievi e raccontare le strade percorse dopo la maturità. “Con questa nuova rubrica vogliamo incontrare chi ha studiato nel nostro Liceo e scoprire dove lo hanno condotto le strade iniziate tra i banchi di scuola. Volti, storie e percorsi diversi per raccontare cosa significa essere stati studenti del Liceo Dettori e che cosa resta degli anni che hanno contribuito alla formazione umana e professionale di un nostro studente”, si legge nel post. Le prime risposte arrivano subito. “Maturità 1996!”, scrive un’ex studentessa, che ricorda quel periodo come il più bello della propria vita scolastica. Poi la laurea in medicina, la specializzazione e un legame che continua nella generazione successiva: oggi al Dettori studia sua figlia. Poco dopo, tra i commenti, compare una foto di gruppo davanti al maestoso ingresso della scuola. È uno scatto del 1981, il giorno della prima prova scritta dell’esame di maturità. A raccontare ciò che è venuto dopo basta un elenco: “Poi commercialisti, funzionari banca, medici, imprenditori, insegnanti, avvocati, impiegati, commercianti, fumettisti, un questore”. Percorsi diversi, accomunati dagli stessi banchi e da ricordi che riaffiorano a ogni commento. “Bella iniziativa”, aggiunge un altro ex allievo.

Anni fa il compianto professore di educazione fisica Salvatorino Figus aveva provato a dare a quel legame una forma stabile, immaginando un’associazione degli ex studenti sul modello americano. Erano gli anni in cui varcare l’ingresso del Dettori dava quasi la sensazione di entrare in uno di quei college visti al cinema. Il progetto non si concretizzò, ma la nuova rubrica potrebbe rilanciare quell’idea. Chissà che uno degli studenti di allora, passando davanti alla scuola e riconoscendosi nei ragazzi di oggi, ancora alle prese con il peso di un Castiglioni-Mariotti, non decida di riprenderla.

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