
“Cagliari: cucine da incubo” volume 4: purtroppo continua la serie di casi che racconta la parte oscura della ristorazione cittadina. Questa volta il copione arriva dal centro storico, dove un ristorante è stato chiuso dopo un’ispezione dei Nas e del servizio igiene alimentare dell’Asl per gravi violazioni sanitarie.
Secondo quanto accertato, gli ispettori hanno trovato insetti morti nei locali di preparazione, pavimenti unti, frigoriferi incrostati, fili elettrici scoperti e un bagno non collegato alla rete fognaria. Mancava inoltre il piano di autocontrollo HACCP, obbligatorio per la sicurezza alimentare.
Il deposito degli alimenti era stato ricavato nell’antibagno, usato anche come spogliatoio del personale: un dettaglio che da solo basta a spiegare la sospensione immediata dell’attività. La sanzione amministrativa ammonta a 3.000 euro.
L’Asl ha disposto la chiusura del locale fino alla completa sanificazione e al ripristino delle condizioni igieniche previste dalla normativa. Il titolare è stato convocato per fornire chiarimenti e presentare un piano di adeguamento.
È solo l’ultimo capitolo di una sequenza che conferma la necessità di controlli sistematici: negli ultimi mesi diversi locali sono stati chiusi per blatte, sporcizia diffusa o impianti non conformi. “Cagliari: Cucine da incubo” sta diventando un termometro della realtà quotidiana della ristorazione cittadina: un mosaico di professionalità autentiche e, accanto, situazioni che svelano incuria e improvvisazione. Svogliatezza e poca o punto professionalità. Un mezzo disastro in grado di dare un brutto colpo alla reputazione gastronomica del capoluogo. Che invece meriterebbe ben altra offerta per poter così sprigionare tutte le potenzialità turistiche.


