
Domani torneranno in piazza, sotto l’assessorato regionale alla Sanità. Non per una manifestazione simbolica, ma per una protesta che promette di durare: «Stavolta non smonteremo le tende – avverte Desiderio Mallus, uno dei volti storici della mobilitazione degli Operatori socio sanitari, definiti “eroi del Covid” – e non ce ne andremo finché non ci faranno firmare il contratto».
Mallus è uno degli oltre 130 operatori socio-sanitari che hanno lavorato durante la fase più acuta della pandemia, con contratti a tempo e turni massacranti. Oggi si ritrova, come molti altri, escluso dalle graduatorie di stabilizzazione. «Nel nord Sardegna hanno assunto centinaia di OSS con la graduatoria Covid. A Cagliari no. Perché? Cos’è che non torna?».
La critica non è solo tecnica, ma politica. Nel mirino c’è l’assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi, accusato di non aver dato seguito agli impegni presi: «Aveva detto che sarebbero stati rispettati i criteri, che le stabilizzazioni sarebbero partite. Poi il nulla. Si sono addormentati. Anzi, hanno bloccato anche le graduatorie concorsuali».
Mallus ricorda i giorni del primo presidio sotto l’assessorato, quando una parte del gruppo aveva montato le tende in segno di protesta. «Ci hanno illusi, hanno chiamato nove di noi per calmare le acque. Poi basta. Il resto è rimasto fuori. Ma stavolta non faremo l’errore di fidarci. Non molliamo finché non abbiamo un documento firmato».
La rabbia si mescola alla frustrazione. «Noi non stiamo chiedendo favori. C’è una legge, nazionale e regionale. Ma qua ognuno fa come gli pare. Le aziende sanitarie non rispettano nemmeno gli atti approvati dalla Regione stessa. È il caos. E la politica sta a guardare».
Mallus accusa anche l’assessora regionale Desirè Manca di aver scaricato la responsabilità su altri. «Prima diceva che si sarebbe battuta per noi. Ora risponde che non è di sua competenza».
Secondo Mallus, la manifestazione di domani sarà più determinata che mai. «Siamo pronti a tutto: staremo lì giorno e notte, ci legheremo ai pali, se serve. Siamo stanchi delle prese in giro. Ci hanno promesso stabilizzazioni, ci hanno fatto lavorare durante la pandemia, ora ci buttano via come niente. Ma non ce ne andiamo finché non ci ascoltano. E stavolta, tutto sarà registrato, firmato e controfirmato».
Mallus annuncia anche il rilancio dell’associazione “Zona deprecarizzata”, che seguirà altri casi di ingiustizia legati non solo alla sanità pubblica in Sardegna. «Riporteremo in vita l’associazione con l’obiettivo di combattere qualunque ingiustizia nei confronti dei lavoratori sardi».


