
L’anno scolastico 2025/26 inizia senza aver trovato la soluzione al più grande dei problemi che la scuola sarda si porta dietro da decenni: la dispersione scolastica che, ancora oggi, porta un alunno su quattro nella nostra Isola ad abbandonare gli studi.
“Questa è una chiara scelta politica del governo statale, che ha detto no a un piano nazionale per l’istruzione e sta adottando la strategia di intervenire nel settore con leggi, leggine, modifiche e riforme a costo zero. Strategia che reputiamo sbagliata e che per questo denunciamo, la mancanza di continuità gestionale, la disorganizzazione e la dispersione educativa create da questi inutili interventi – ha dichiarato il responsabile dipartimento d’istruzione Pino Aquila – Non si può più andare in questa direzione. Questi giochi politici creano e continueranno a creare problemi soprattutto in regioni come la Sardegna – prosegue Pino Aquila – Se non vogliamo che questa situazione continui all’infinito, l’unica strada che reputiamo percorribile è quella di attribuire le competenze alle regioni, nella rimodulazione del numero delle autonomie scolastiche necessarie per garantire lo sviluppo culturale, economico e sociale nel rispetto della specificità del territorio”, ha concluso il responsabile di dipartimento.


