Cristian Cocco, la nuova vita da regista e autore con il sogno di una Sardegna a colori

L’ex inviato di “Striscia la notizia” è passato dall’altra parte dell’obiettivo
Cristian Cocco

Tutti lo conoscono come l’inviato sardo di “Striscia la notizia”, capace, con la sua creatività, di introdurre nel programma ideato dal geniale Antonio Ricci alcune innovazioni, come la veste “etnica” dei servizi o il ricorso all’elicottero per riprendere una discarica in un’epoca in cui i droni ancora non esistevano. Cristian Cocco oggi conserva il corpetto tipico sardo nel cassetto e nel cuore, per iniziare una nuova vita. Sempre in riva all’acqua, per sentire meno la nostalgia della costa del Sinis, ma questa volta sulle sponde del lago d’Iseo, che al tramonto si lascia incorniciare dal sole che scompare dietro le montagne. In sottofondo, il tintinnio delle campanelle delle barchette, un suono che richiama anch’esso la terra d’origine. Le fonti d’ispirazione non mancano per l’ex inviato, oggi autore e regista. Cristian collabora con la SEMY Production di Myriam Gafforelli ed è impegnato su quattro fronti: due progetti televisivi e due cinematografici. Questi ultimi stanno prendendo forma grazie alla collaborazione con le Film Commission delle Regioni Lazio e Calabria. Nessuna anticipazione, perché la scaramanzia, in questo ambiente, resta la regola numero uno. L’idea è quella di estendere il raggio d’azione del cinema anche al di fuori della capitale, coinvolgendo, ogni volta che è possibile, i professionisti isolani.

Un sogno appena cominciato

E, a proposito della Sardegna, c’è già un progetto che potrebbe presto prendere forma ma, soprattutto, c’è un sogno: raccontare l’Isola “a colori”, senza ripercorrere strade già battute e senza scivolare in quei cliché che troppo spesso ne hanno caratterizzato la rappresentazione. Un principio che, nel caso della Calabria, è espressamente previsto anche dalle linee guida della Film Commission. Cocco è al di sopra di ogni sospetto di superbia e coltiva semplicemente il desiderio di portare sullo schermo la Sardegna che ha negli occhi e nel cuore. In passato gli è già capitato di rifiutare ruoli troppo ancorati agli stereotipi. Ma tiene a sottolineare che, quando il regista è una persona intelligente, il confronto diventa naturale. È accaduto, ad esempio, con Umberto Carteni, regista della fiction “L’Isola di Pietro” con Gianni Morandi, che accolse senza difficoltà la sua convinzione che non fosse necessario capovolgere verbo e complemento oggetto o accentuare una cadenza già di per sé riconoscibile per ottenere un effetto autentico e non caricaturale. “Basta parlare naturalmente. Io sono sardo e mi sembrerebbe antipatico sentire uno che quasi ci fa il verso”, spiegava allora, nei panni del commissario Pinna. “Mi arrabbierei e non voglio che la mia gente provi la stessa cosa”. “Viviamo già dei tempi dove abbondano le storie reali drammatiche tra guerre, delitti e epidemie. Il compito del cinema è quello di farci ricominciare a sognare”. Il suo nuovo sogno è appena cominciato e parte con lo stesso sorriso con cui saluta con un, ben riconoscibile, “Viva la Sardegna!” (A.S.)

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