
L’Italia continua a fare sempre meno figli. Secondo gli ultimi dati Istat sugli indicatori demografici, nel 2025 il numero medio di figli per donna scende a 1,14, in ulteriore calo rispetto all’1,18 del 2024. Un dato che conferma una tendenza ormai strutturale e che porta il Paese sempre più vicino a una crisi demografica. Nel 2025 i nati sono stati 355mila, in diminuzione di 15mila unità rispetto all’anno precedente (-3,9%). Un calo che appare ancora più evidente se confrontato con il passato: nel 2005 il tasso di natalità era pari a 9,5 per mille abitanti, mentre oggi si ferma a 6,0. Ma è soprattutto il dato della Sardegna a colpire. L’isola si conferma, per il sesto anno consecutivo, la regione con la fecondità più bassa d’Italia: appena 0,85 figli per donna, in ulteriore diminuzione rispetto allo 0,91 del 2024. Un valore ben al di sotto della soglia di sostituzione generazionale (2,1 figli per donna) e anche della già bassa media nazionale.
Subito dopo la Sardegna si collocano Molise e Lazio, mentre la regione più “fertile” resta il Trentino-Alto Adige con 1,40 figli per donna. Il dato sardo, dunque, non rappresenta solo un’anomalia statistica, ma un vero e proprio campanello d’allarme. Il calo delle nascite è diffuso in tutto il Paese e non risparmia nessuna area geografica. Il Centro registra la fecondità più bassa (1,07), seguito dal Nord (1,15) e dal Mezzogiorno (1,16). Parallelamente continua a crescere l’età media al parto, che arriva a 32,7 anni, segno che le coppie tendono a rimandare sempre di più la scelta di avere figli. A incidere non è solo la riduzione della propensione a diventare genitori, ma anche il progressivo calo del numero di persone in età fertile. Un fattore che rende ancora più difficile invertire la tendenza. Basti pensare che, anche con un livello di fecondità pari a quello della Francia (1,61), l’Italia registrerebbe comunque meno nascite a causa della struttura demografica più “anziana”. Il fenomeno non riguarda solo l’Italia, ma l’intera Europa, dove la fecondità è scesa da 1,57 figli per donna nel 2010 a 1,34 nel 2024. Tuttavia, il caso italiano – e in particolare quello sardo – appare più critico, per la combinazione tra bassa natalità e rapido invecchiamento della popolazione. In questo quadro, la Sardegna rappresenta il punto più fragile del sistema demografico nazionale. Un territorio dove il calo delle nascite non è più soltanto una tendenza, ma una vera emergenza strutturale, con possibili conseguenze su economia, lavoro e sostenibilità del welfare nei prossimi anni.


