Dazi USA, l’export sardo trema: “L’Europa risponda colpo su colpo”

Donald Trump

I dazi americani tornano a far paura, e le imprese sarde alzano la voce. Durante la diretta Facebook di Sardegna Notizie 24, moderata dal giornalista Claudio Cugusi, tre protagonisti dell’agroalimentare isolano hanno messo sul tavolo numeri, timori e proposte concrete per affrontare lo scenario che si profila.

L’Ue deve controbattere tassando le big tech

Gianni Maoddi, presidente del Consorzio del Pecorino Romano, è stato chiaro: “Se la diplomazia fallisce, l’Unione Europea deve passare al contrattacco”. Il suo bersaglio? Le grandi multinazionali americane: colossi della tecnologia, dell’auto, dell’intrattenimento. “Serve una risposta forte, che possa compensare le perdite delle nostre imprese – ha detto – i dazi non possono diventare un’arma unilaterale: l’Europa faccia la sua parte”.

Dolianova: “Non abbiamo vino fermo nei porti”

Molto pragmatica la strategia di Valeriano Pintus, responsabile commerciale delle Cantine di Dolianova. L’export verso gli Stati Uniti vale mezzo milione di euro l’anno, e le preoccupazioni non sono mancate. Ma la cooperativa si è mossa in tempo: “Grazie a un accordo solido con l’importatore, le nostre bottiglie non sono rimaste bloccate in dogana. I dazi? Li assorbirà il mercato americano. Il consumatore finale pagherà di più, ma noi siamo salvi”. E aggiunge: “Dopo un periodo di incertezza, l’interesse per il nostro vino negli USA sta ripartendo”.

Coldiretti: “Niente panico, usiamo la testa”

Più cauto ma altrettanto deciso Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna. “Siamo in una fase di incertezza totale – ha spiegato – ancora non è chiaro quali prodotti verranno colpiti dai dazi né con quale percentuale. Ma questa attesa non deve tradursi in immobilismo. Le imprese agricole e agroalimentari sarde devono sapere con che scenario si confronteranno.”

Cualbu lancia un appello alle istituzioni: “Regione, governo e Unione Europea devono prepararsi a ogni eventualità. Serve un piano di tutela e, se necessario, misure compensative. Non possiamo aspettare che il danno sia fatto: ogni ritardo si traduce in perdita di mercato e competitività”.

prova
cropped-favicon-sn24.png
Condividi

Articoli correlati