
Formare nuove competenze, favorire il ricambio generazionale per affrontare le sfide del mercato internazionale, forti di una tradizione millenaria e di un settore che fattura centinaia di milioni di euro. È questo il messaggio emerso dalla lezione tenuta da Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano DOP, alla Facoltà di Economia dell’Università di Cagliari. L’aula è diventata un vero e proprio laboratorio, che ha offerto agli studenti una lettura completa della filiera del Pecorino Romano DOP: dalla storia antica del prodotto, già presente nell’epoca romana e poi sviluppatosi tra Lazio e Sardegna, fino agli scenari globali che vedono gli Stati Uniti come primo mercato di sbocco e una domanda internazionale in costante evoluzione. E’ stato approfondito il tema della governance consortile e del disciplinare DOP, strumenti fondamentali per tutelare un prodotto che rappresenta oggi uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano. Un sistema che garantisce controlli, tracciabilità e qualità lungo tutta la filiera, dalla stalla alla stagionatura.
Ampio spazio è stato dedicato all’economia del settore: oltre 1,3 milioni di forme prodotte ogni anno, circa 300 milioni di litri di latte trasformati e un valore al consumo che si avvicina ai 700 milioni di euro con la Sardegna che rappresenta circa il 75% della produzione e l’export supera il 60% delle vendite. Ma proprio dalla stabilità deriva una delle sfide più importanti: “Il futuro passa dalla capacità di attrarre giovani, formare nuove professionalità e rendere la filiera più innovativa e resiliente grazie alla ricerca e all’export”, è il concetto espresso da Maoddi.