
Un nuovo focolaio di dermatite nodulare contagiosa è stato individuato a Padru, nel nord-est della Sardegna. L’annuncio è arrivato durante la seduta congiunta delle Commissioni Salute e Attività produttive del Consiglio regionale, presiedute rispettivamente da Carla Fundoni e Antonio Solinas (entrambi del Partito Democratico). Contestualmente, è stato confermato che in tutte le zone dove sono stati accertati focolai, tutti i capi presenti verranno abbattuti per contenere il contagio. Intanto è in arrivo il vaccino, e nei prossimi giorni partirà la campagna di immunizzazione di massa su tutto il patrimonio bovino dell’isola.
Alla riunione hanno preso parte l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi, l’assessore all’Agricoltura Gianfranco Satta, il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna e il responsabile del Dipartimento di prevenzione veterinaria della Asl di Sassari. Convocate anche le principali sigle agricole: Coldiretti, Cia e Coop Agri.
Durante l’audizione, il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, ha lanciato un avvertimento alla Regione: “Ci aspettiamo la massima trasparenza e la massima chiarezza nei confronti delle aziende. Non tollereremo errori né zone d’ombra”.
La dermatite nodulare è una malattia virale non trasmissibile all’uomo, ma estremamente contagiosa tra i bovini, con gravi ripercussioni sanitarie ed economiche per gli allevamenti. Proprio per questo motivo, la Regione – in raccordo con i servizi veterinari – ha optato per una strategia drastica: abbattimenti localizzati nei territori focolaio e vaccinazione estesa a tutta l’isola.
I primi lotti di vaccino sono attesi entro pochissimi giorni. L’obiettivo è intervenire in maniera rapida e capillare, evitando che la diffusione del virus metta in ginocchio il comparto zootecnico sardo.


