
Circa 42 milioni di euro tra riqualificazione del Mercato di San Benedetto, struttura provvisoria di piazza Nazzari e revisione dei prezzi. È la cifra indicata dal consigliere comunale di Civica24, Giuseppe Farris, che torna sui costi e sui tempi dell’intervento dopo aver ricevuto la risposta scritta all’interrogazione depositata il 17 settembre. Nel suo rendiconto consiliare del 23 ottobre, Farris riferisce che il quadro economico del mercato storico ha raggiunto i 31,28 milioni di euro, ai quali si aggiungono 8,08 milioni per il mercato provvisorio e ulteriori oneri stimati in circa due milioni per la revisione dei prezzi. Una spesa che, secondo il consigliere, potrebbe aumentare ancora, poiché sarebbero allo studio nuove modifiche progettuali. Al centro delle sue osservazioni c’è anche l’avanzamento finanziario dell’intervento su San Benedetto: 966.159 euro, pari a circa il 3% del quadro economico complessivo, secondo i dati riportati da Farris. Un indicatore relativo alla spesa, distinto dall’avanzamento materiale dei lavori.
Il consigliere evidenzia inoltre che una parte consistente dell’incremento dei costi sarebbe legata a interventi necessari per il funzionamento della struttura: separazione dei percorsi di merci e rifiuti, ampliamento degli spazi di servizio e impermeabilizzazione dei solai “Esigenze comprensibili”, osserva Farris, che mette però in discussione la programmazione dell’opera: “Ma perché non erano state considerate prima di bandire la gara?”. Per l’esponente di Civica24 si tratta di requisiti fondamentali per un mercato alimentare, sui quali chiede spiegazioni alla luce delle varianti in corso d’opera. Quanto alla riapertura, Farris indica il 2028, accompagnando la previsione con un polemico “se va bene”. Nel testo diffuso dal consigliere non viene riportato il passaggio della risposta comunale relativo al cronoprogramma. Infine, la proposta di intervenire anche sulla sosta: “Perché non si considera la necessità di realizzare un parcheggio interrato?”. Un tema che il consigliere rilancia mentre chiede certezze sulla spesa finale e sui tempi di ritorno degli operatori nella sede storica.


