Di Nolfo: «Chi parte con la Flotilla per Gaza va difeso in caso di arresto. E a Olbia i charter Israir vanno fermati»

La Flotilla della Global Sumud

«La Global Sumud Flotilla è la più grande iniziativa politica dal basso, e io mi sto muovendo per capire se sia possibile bloccare i charter che continuano ad arrivare a Olbia», dice Valdo Di Nolfo, consigliere regionale di maggioranza in Sardegna e tra i politici sardi oggi più attivi sul fronte dell’impegno internazionale.

«Israele ha già dichiarato che tratterà gli attivisti come terroristi», prosegue. «Se li arresteranno, dovranno essere considerati prigionieri politici. Bisogna pretendere che lo Stato italiano faccia il suo dovere, come ha già annunciato di fare la Spagna».

Di Nolfo insiste sul ruolo del governo: «Il problema non è solo il viaggio verso Gaza. È la tutela consolare, è la garanzia che i cittadini non vengano lasciati soli davanti a un arresto. Chi partecipa alla Flotilla non sta compiendo un atto illegale, sta portando aiuti umanitari».

La questione charter israeliani in Gallura

Accanto alla rotta navale c’è il fronte interno. Il 31 agosto è atterrato a Olbia un volo Israir proveniente da Tel Aviv. Altri collegamenti sono previsti nei prossimi giorni e, secondo i dati ufficiali dell’aeroporto Costa Smeralda, continueranno fino al 16 settembre con cadenza settimanale. «Sto facendo verifiche legali su questi charter – spiega Di Nolfo – perché voglio sapere su quali basi vengono concessi e chi li autorizza. Non si può voltare lo sguardo dall’altra parte. Soprattutto, mi sto muovendo per vedere se è possibile chiederne la sospensione».

Il consigliere regionale lega direttamente le due vicende: «Il principio è identico. Se i nostri connazionali rischiano il carcere in Israele, il governo deve difenderli. Se atterrano voli diretti da Tel Aviv, i cittadini hanno diritto di sapere chi li ha autorizzati. La legalità deve valere ovunque».

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