Disabilità. Assegnati 100mila euro per le federazioni e associazioni dedite ai pazienti fragili

Il contributo 2026 è destinato alla FAND e alla FISH – Sardegna Onlus
Disabilità

La Regione stanzia anche per il triennio 2026-2028 risorse per un totale di 300.000 euro, di cui 50.000 euro all’anno in favore della Federazione associazioni nazionali delle persone con disabilità (FAND) e altri 50.000 euro annuali per la Federazione italiana superamento handicap (FISH – Sardegna Onlus), con sede in Cagliari.

La Giunta ha dunque approvato l’assegnazione del contributo per l’anno 2026 dei primi 100.000 euro destinato alle suddette federazioni e associazioni operanti in Sardegna.

“La FAND – spiega la Presidente Alessandra Todde – opera per la soluzione dei problemi generali e promuove la riabilitazione, il recupero e l’integrazione dei disabili in ogni settore della vita sociale. Comprende cinque associazioni oramai storiche della disabilità, quali l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (ANMIC), l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (ANMIL), l’Ente nazionale sordi (ENS), l’Unione italiana Ciechi e ipovedenti (UICI) e l’Unione nazionale mutilati per servizio (UNMS)”.

“Altresì la FISH Sardegna Onlus – prosegue la Governatrice – è un organismo che coordina, supporta e sviluppa quelle attività che le numerose associazioni aderenti ritengono di svolgere in forma congiunta; in particolare opera per favorire l’inclusione, l’integrazione e per diffondere la cultura per il superamento di ogni forma di discriminazione”.

“In virtù del rilevante ruolo che le due federazioni assumono nel territorio regionale, in quanto rappresentano un riferimento costante per comprendere la multi problematicità della condizione delle persone con disabilità, per la conoscenza dei loro bisogni, e soprattutto rappresentano interlocutori preziosi nel confronto generale sulle politiche sociali, lavorative e assistenziali ad esse dedicate, appare indispensabile proseguire a sostenere la loro attività e sentita dedizione per i pazienti fragili. Da qui l’approvazione del contributo a loro destinato” – termina Todde.

Elisabetta Caredda

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