Emergenza ospedali, personale insufficiente e servizi carenti: la sanità sarda chiede risposte

La sanità esplode

La commissione alla Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Carla Fundoni, ha acceso ancora una volta i riflettori sulla famigerata riforma del sistema sanitario, chiamando a rapporto i vertici delle principali aziende sanitarie dell’Isola. Sul tavolo, un settore che fatica a rimanere a galla, tra carenze strutturali e personale ridotto all’osso.

Ares, parla Pintor

Giuseppe Pintor, al timone dell’Ares, alza la voce: “Il Dl 40 non ci dà gli strumenti per fare la differenza”. Chiede una governance che funzioni davvero, superando le frizioni con le Asl. Tema caldo, la sanità digitale: “Gestiamo fondi PNRR, ma senza tecnici specializzati è una corsa a ostacoli”.

Areus, parla Bettelini

Simonetta Bettelini, direttrice di Areus, lancia l’allarme: “In troppe zone interne i soccorsi arrivano fuori tempo massimo”. Le postazioni avanzate di soccorso sono poche: “Solo 30 con personale sanitario, contro 160 gestite da volontari”. E chiede regole chiare per le convenzioni del 118.

Aou Cagliari, parla Seazzu

Chiara Seazzu, dg dell’Aou di Cagliari, fotografa un’emergenza continua: “420 letti attivi su 440 non bastano. Il Pronto Soccorso è un imbuto, servono più risorse umane e spazi adeguati”

Aou Sassari, parla Spano

Antonio Spano, direttore dell’Aou di Sassari, racconta un Pronto Soccorso al limite: “Oltre 70.000 accessi l’anno, barelle ovunque: +30% in un anno”. E denuncia: “Strutture obsolete e sette plessi da gestire con costi esorbitanti. Così non reggiamo”.
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