Famiglie a tavola senza schermi al ristorante

La FIPE e la Garante regionale per l’Infanzia invitano a mettere in pausa telefoni e tablet
A tavola senza schermi

Un gesto semplice che apre una questione più ampia: come si educa all’uso della tecnologia se gli adulti non riescono a posarla?
Un telefono acceso non cancella la tavola. Ne cambia, però, la gerarchia: una notifica può diventare più urgente della persona seduta di fronte, uno schermo può assorbire il tempo che sarebbe servito a raccontare una giornata. Non accade sempre, né soltanto ai più giovani. Ma quando diventa un’abitudine, la vicinanza rischia di restare soltanto fisica.
È da questa esperienza comune che prende forma “A tavola senza schermi”, l’iniziativa promossa da FIPE Sardegna con l’Ufficio della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Anna Cau. Per un mese, nei ristoranti aderenti, le famiglie possono scegliere di riporre smartphone e tablet durante il pasto. Ai tavoli trovano il “Kit del Ritrovo”, con giochi, colori e attività per i bambini; un pieghevole con QR code conduce alla guida della Federazione Italiana Medici Pediatri.
Il progetto non pretende che un pranzo risolva il rapporto, spesso complicato, tra ragazzi e dispositivi. Né propone di espellere la tecnologia dalla vita quotidiana. Suggerisce una distinzione che sembra ovvia e proprio per questo merita di essere recuperata: poter usare uno strumento non significa doverlo usare in ogni momento. La scelta di lasciarlo da parte, anche solo per un’ora, restituisce al pasto la sua natura di tempo comune.
La questione educativa si gioca soprattutto nell’esempio. Un genitore che invita il figlio a staccarsi dallo schermo mentre continua a controllare il proprio telefono trasmette un messaggio ambiguo. Posare insieme il dispositivo, invece, trasforma l’invito in un’esperienza condivisa. Non serve riempire ogni minuto con giochi o conversazioni forzate: serve lasciare che il tempo si apra, senza una notifica pronta a occuparlo.

Anche il luogo conta. Il ristorante è uno spazio pubblico in cui si incontrano famiglie, abitudini e generazioni diverse. Qui un gesto privato — mettere via il telefono — diventa visibile e può essere scelto senza sentirsi soli o giudicati. L’adesione di locali in diverse parti della Sardegna porta la proposta da Cagliari e Capoterra a Nuoro e all’Ogliastra, fino al Nord dell’Isola e all’Oristanese.
Il valore dell’iniziativa non sta nella promessa di riportare indietro il tempo, né nel rimpianto di pasti passati idealizzati. Sta nel ricordare che l’attenzione è una risorsa e che distribuirla è una scelta. Per un pranzo o una cena si può decidere che la persona davanti meriti più attenzione dello schermo in mano.

I locali aderenti

Cagliari e area

* Antica Cagliari, Cagliari
* Pani e Casu, Cagliari
* La Terrazza Pizzeria Ristorante, Capoterra

Nuoro e Ogliastra

* Pappas Experience, Nuoro
* Il Niala, Ussassai
* I Tre Mori da Mario, Bari Sardo

Nord Sardegna

* Risto Fever, Alghero
* Les Arenes, Alghero
* Ristorante Movida, Alghero
* Ristorante Terranostra, Olbia
* La Rosa dei Venti, Porto Rotondo
* S’Andira, Santa Teresa Gallura

Oristano

* Craf da Banana, Oristano
* Eolo, Torre Grande – Oristano

(Elena Carta)

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