
«L’aeroporto deve ripartire subito: non possiamo accettare altri rinvii». Alessandro Solinas (M5S) ha aperto così il suo intervento dopo l’audizione in Commissione trasporti dedicata allo scalo di Fenosu, chiuso da oltre sette anni. A rafforzare l’urgenza, la posizione di Enac: la licenza operativa dello scalo è stata rinnovata e, completati gli adeguamenti richiesti, la riapertura potrebbe arrivare entro la fine del 2025.
Il consigliere regionale oristanese ha ricordato come la struttura, costata 22 milioni di euro, sia rimasta inattiva da quando è passata in mani private: «Un potenziale enorme resta inespresso mentre la provincia e l’intera regione avrebbero bisogno di uno scalo operativo». Per Solinas, il modello è quello di Tortolì, dove la Regione ha sostenuto un interlocutore solido, favorendo la ripartenza: «Serve lo stesso impegno anche per Oristano».
La seduta ha messo in luce la distanza tra Regione e società di gestione. L’amministratore unico di Sogeaor, Riccardo Faticoni, ha chiesto ufficialmente un intervento economico per sostenere i lavori di rilancio, ma la Regione ha risposto “picche, cavatevela da soli”. L’ente non può finanziare direttamente un soggetto privato e si limiterà a valutare eventuali progetti presentati con piani industriali solidi. Segno di una certa diffidenza da parte dell’amministrazione Todde nei confronti di Sogaeor che invece, per quanto riguarda Enac, è considerato un soggetto affidabile.
Dal canto suo, Sogeaor rivendica investimenti per oltre 700mila euro in infrastrutture e adempimenti burocratici e immagina uno sviluppo graduale, dalle scuole di volo alla protezione civile fino alla ricerca aerospaziale. Ma per Solinas non bastano prospettive di lungo periodo: «Chiediamo all’attuale gestione di fornire subito certezze concrete. L’aeroporto deve tornare operativo, perché una mancata ripartenza non è più tollerabile».


