
La recente giurisprudenza della Corte Costituzionale sul suicidio medicalmente assistito rafforza l’impianto della proposta di legge regionale sul fine vita approvata dal Consiglio regionale della Sardegna. Ne è convinto il presidente del gruppo del Partito Democratico, Roberto Deriu, primo firmatario della proposta di legge 59/A, che interviene dopo le ultime pronunce della Consulta sostenendo che i giudici costituzionali abbiano confermato i principi alla base del testo elaborato in Sardegna. La proposta, successivamente integrata nel corso dell’esame della Commissione Sanità presieduta da Carla Fundoni, disciplina procedure e tempi per l’attuazione nell’isola della sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale sul suicidio medicalmente assistito. Secondo Deriu, le successive sentenze della Consulta, in particolare la n. 135 del 2024 e la n. 66 del 2025, non modificano l’impianto della decisione del 2019, ma ne chiariscono l’applicazione pratica. L’esponente dem richiama in particolare il concetto di “agonia”, già al centro del suo intervento in Aula del settembre 2025, ricordando come la Corte abbia escluso che un paziente debba essere costretto ad avviare un trattamento di sostegno vitale soltanto per interromperlo immediatamente dopo e poter così accedere alla procedura prevista.
Il capogruppo del Pd riguarda ribadisce anche il ruolo delle Regioni. Per Deriu, le ultime pronunce confermano che, in assenza di una legge nazionale, le amministrazioni regionali possono e devono disciplinare le procedure sanitarie di propria competenza per garantire ai cittadini un’applicazione uniforme dei principi fissati dalla Corte Costituzionale, evitando disparità territoriali. La proposta di legge 59/A punta infatti a definire tempi certi per le valutazioni cliniche, il coinvolgimento del Servizio sanitario regionale e l’accesso alle cure palliative come passaggio preliminare del percorso previsto dalla normativa. “L’agonia è lotta, mai priva di speranza fino all’ultimo”, afferma Deriu, “ma quando quella speranza è definitivamente perduta non deve trasformarsi in una sofferenza disumana per il malato”. Con queste parole il presidente del gruppo Pd ribadisce la filosofia che, secondo lui, ispira la legge regionale e che le più recenti decisioni della Consulta avrebbero sostanzialmente confermato”.


