
Per Forza Italia il DL 83, approvato dalla Regione e ribattezzato “Salva Casa”, non salva nulla. «È una riesumazione dell’immobilismo targato Piano Paesaggistico Regionale 2004», attaccano i consiglieri azzurri, che accusano la maggioranza di ignorare «vent’anni di tentativi, a volte maldestri ma spesso coraggiosi, di riconsegnare ai sardi il diritto di legiferare in casa propria».
Nel mirino l’articolo 27, che secondo FI rappresenta «una forzatura istituzionale» e «un inganno»: di fatto — sostengono — sovverte lo Statuto speciale, due DPR e tre sentenze della Corte Costituzionale, imponendo una modifica surrettizia senza il necessario voto dei due terzi dell’Aula.
Stesso giudizio sull’articolo 28, che cancella l’aumento fino al 25% delle volumetrie alberghiere di lusso, norma voluta da Angelo Cocciu (FI) e già validata dalla Consulta. «Si abroga il futuro del turismo sardo», accusano, mentre «il Mediterraneo si riempie di concorrenti agguerriti» e «la Sardegna smette di pensare in grande».
L’appello finale è netto: «Serve un fronte comune, politico, culturale e identitario, per pianificare il futuro con visione, autonomia e coraggio».


