Il Codacons denuncia il disastro di Linate: centinaia di sardi bloccati per 30 ore

Nella foto di Lazzaro Cadelano, gli ultimi sardi abbandonano Linate e salgono sull’aereo per Cagliari

Il Codacons ha presentato un esposto per interruzione di pubblico servizio. Il blackout radar che sabato sera ha mandato in tilt il traffico aereo nel Nord-Ovest ha lasciato a terra centinaia di passeggeri sardi, bloccati per oltre trenta ore all’aeroporto di Linate. Nessuna assistenza concreta, nessuna comunicazione chiara, nessuna certezza di rientro.

Caos a Milano

Alle 1.44 di lunedì l’ultimo volo Aeroitalia è atterrato a Cagliari. Il comandante ha detto: “Scusate il ritardo”. Ma il ritardo, questa volta, era un disastro organizzativo lungo quasi due giorni. Lazzaro Cadelano, uno dei passeggeri, ha documentato tutto in un post che è già diventato testimonianza collettiva: “Un incubo cominciato sabato alle 18 e finito dopo 30 ore. C’è stato chi, con il biglietto in mano, si è visto negare l’imbarco perché il posto era stato dato ad altri.”

Brandine distribuite e poi rimosse, voucher da 7 euro, nessun hotel, call center irraggiungibili. Qualcuno ha battezzato la situazione “Campeggio Milano Linate”.

Gli scaricabarile

Tutto è partito da un guasto al sistema radar del Centro di controllo di Milano, che ha causato la sospensione di decolli e atterraggi per circa tre ore. Enav ha parlato di un problema di connettività e ha puntato il dito su Tim. Tim ha respinto ogni accusa. Il ministro Salvini ha dichiarato che “la situazione è sotto controllo”, ma finora nessuna spiegazione sulle cause e nessun impegno a rafforzare il sistema.

Pochi rimborsi, zero scuse

Intanto, ai passeggeri spetta ben poco. Come ricorda il Regolamento europeo 261/2004, nei casi di forza maggiore non è prevista la compensazione pecuniaria (250–600 euro). Si ha diritto solo a rimborso delle spese documentate: pasti, alberghi, trasferimenti, nuove prenotazioni. Ma bisogna conservare tutto, e armarsi di pazienza.

A oggi nessuno ha chiesto scusa pubblicamente. Nessuna autorità si è assunta la responsabilità della gestione. Tutto è stato lasciato alla resistenza individuale dei viaggiatori.

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