Fibromialgia, il dolore invisibile trova posto nel cuore di Nuoro

Sabato 10 ottobre una panchina viola in via Lamarmora per dare voce a chi convive con la patologia
panchina viola come simbolo della fibriomialgia

Il dolore, a volte, ha il volto di chi incontriamo ogni giorno. Di una donna che va al lavoro, di un padre che accompagna i figli a scuola, di una persona che sorride mentre affronta una battaglia silenziosa. Non ci sono ferite da mostrare, né segni evidenti che raccontino quanto possa essere difficile affrontare anche una giornata qualunque. Eppure quel dolore esiste. Accompagna i gesti più semplici, condiziona le scelte, cambia il rapporto con il proprio corpo e, qualche volta, anche quello con gli altri.
È la realtà di tante persone che convivono con la fibromialgia, una sindrome cronica complessa che può provocare dolore diffuso, stanchezza persistente, disturbi del sonno e difficoltà capaci di compromettere profondamente la qualità della vita. Una sofferenza alla quale si aggiunge spesso il peso dell’incomprensione, la fatica di trovare le parole giuste per spiegare qualcosa che gli altri non riescono a vedere.
Sabato 10 ottobre Nuoro darà a questa realtà un posto nel cuore della città. Una panchina viola, che sarà inaugurata alle ore 9 in via Lamarmora, all’altezza dell’attività Compro Oro. Un luogo dove sedersi, incontrarsi, fermarsi per qualche istante. Ma soprattutto un simbolo destinato a rimanere, per ricordare ogni giorno che una sofferenza non deve necessariamente essere visibile per meritare attenzione.
L’iniziativa rientra nel progetto nazionale “La panchina ci avvicina”, promosso dal Comitato Fibromialgici Uniti – CFU Italia odv, sezione di Nuoro e provincia, con il partenariato e il sostegno del Comune di Nuoro e il contributo della Fondazione di Sardegna.
Dietro questo gesto c’è una richiesta tanto semplice quanto importante: essere ascoltati, creduti, compresi. Perché convivere con la fibromialgia può significare dover ridisegnare la propria quotidianità, fare i conti con energie che vengono meno, rinunciare a impegni e abitudini che prima sembravano scontati.

E continuare, nonostante tutto, a cercare il proprio equilibrio, spesso senza che gli altri si accorgano della fatica necessaria per mantenerlo.
Alla cerimonia inaugurale prenderanno parte il sindaco Emiliano Fenu, l’assessore comunale ai Servizi sociali Adriano Catte e le referenti territoriali del CFU Italia, Stefania Belloni e Antonella Chessa.
La giornata proseguirà alle ore 10, nell’auditorium della Biblioteca Sebastiano Satta, in piazza Giorgio Asproni 8, con l’incontro “Oltre il dolore: conoscere la fibromialgia”. Un appuntamento dedicato all’informazione e al confronto scientifico, per approfondire una condizione che richiede maggiore conoscenza, attenzione e risposte sempre più adeguate. Dopo i saluti istituzionali interverrà la professoressa Grazia Fenu Pintori, medico specializzato in anatomia patologica e componente del Comitato tecnico-scientifico del CFU Italia, che affronterà le evidenze scientifiche, la complessità clinica della sindrome e le prospettive della ricerca. A moderare l’incontro sarà Stefania Belloni.
L’invito a partecipare è rivolto all’intera cittadinanza. Perché la fibromialgia non riguarda soltanto chi ne soffre. Riguarda anche le famiglie, gli amici, i colleghi, gli operatori sanitari. Riguarda la capacità di una comunità di riconoscere ciò che non appare immediatamente agli occhi, di accogliere senza giudicare e di comprendere prima ancora di chiedere spiegazioni.
C’è qualcosa di profondamente significativo nella scelta di una panchina. È uno degli oggetti più semplici e familiari delle nostre città. Accoglie chi ha bisogno di riposare, chi aspetta qualcuno, chi desidera soltanto fermarsi. Da sabato, a Nuoro, una di queste panchine racconterà anche il diritto di ogni persona a vedere riconosciuta la propria sofferenza e a non sentirsi sola nell’affrontarla.

In via Lamarmora ci sarà una panchina viola. Ci si potrà sedere, parlare, aspettare qualcuno. E forse, passando di lì, qualcuno imparerà a guardare con occhi diversi chi gli cammina accanto. Perché il dolore non sempre si vede. Ma nessuno dovrebbe sentirsi invisibile. (Elena Carta)

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