Il Grillino esiste

Beppe Grillo

Pensavamo tutti che fosse una favola Disney, con pesci parlanti e elefantini che volano.
Invece no, il Grillino esiste.
È una razza.
Lo riconosci da due o tre caratteristiche: intanto è cattivo.
Il rancore degli anni Duemila l’ha rosolato per il tempo sufficiente ad incrostarlo di malignità, e quindi, se lo metti al governo, intanto si vendica.
Dei nemici politici? Macché.
Si vendica del vicino di casa che parcheggiava male sul suolo condominiale, sul capufficio arrogante che gli diceva di non fumare in stanza o di arrivare in orario, sulla professoressa che gli ha lasciato il debito in matematica. Sono queste le sue priorità, per guadagnare equilibrio.

Le cose serie

Sbrigate le prime pratiche, il Grillino al potere passa alle cose serie: i comunicati stampa. Ne manda in continuazione, saturando l’etere e la pazienza di chi li riceve. Annuncia, annuncia la qualunque: che è andato al bar sotto l’assessorato, che hanno cambiato il lampione di fronte alla scuola del figlio, che oggi c’è il sole.
Dopo aver svolto la sua faticosa attività di governo passa al gossip. E parla con crudeltà indicibile dei suoi compagni di cordata, fondatore compreso. Al quale sta per riservare, in un megacongresso, il fatidico, solenne e tradizionale “vaffa”.

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