Il suicidio assistito è legge in Sardegna: le reazioni

Giovanni Nuvoli

Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato oggi la legge “Liberi Subito” sul suicidio medicalmente assistito, e a poche ore dal voto sono arrivate le prime reazioni. Il Partito Democratico ha rivendicato il risultato come «un passo di civiltà per la Regione», mentre l’Associazione Luca Coscioni ha parlato di «legge di civiltà» che fa della Sardegna la seconda realtà italiana, dopo la Toscana, a dotarsi di norme chiare e vincolanti.

«Siamo grati al Consiglio regionale per avere approvato la nostra legge», hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato. «Con queste regole si evitano attese di mesi o anni a persone in condizioni di sofferenza insopportabile. Ora puntiamo a portare la legge in tutte le Regioni».

"In memoria di Giovanni Nuvoli"

Per Roberto Deriu, primo firmatario, «non è possibile avere un sistema sanitario dotato di risorse senza una regola chiara sull’agonia». Carla Fundoni, presidente della Commissione Sanità, ha parlato di «una legge necessaria, equilibrata e rispettosa delle persone», ringraziando i colleghi per il lavoro svolto.

Valdo Di Nolfo, tra i consiglieri di maggioranza che hanno votato a favore in Aula, ha definito l’approvazione «una pagina di civiltà che resterà nella storia», dedicandola «alla memoria di Giovanni Nuvoli e di quanti non hanno potuto scegliere».

Il consigliere Pilurzu ha sottolineato che «non si tratta di ideologia ma di giustizia e prossimità: restituire a chi soffre un margine di libertà, un ultimo atto di autodeterminazione».

Con la Sardegna, le Regioni che hanno approvato la legge “Liberi Subito” diventano due. In altre dodici l’iter è ancora in corso.

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