
Si abusa troppo spesso della parola “lusso”. Per Marcello Capitta, fondatore di Capitta & Partners, il vero discrimine non è il marmo o la metratura, ma qualcosa di molto più raro: l’ubicazione. Una posizione irripetibile, ciò che esiste e resterà, e soprattutto ciò che non esiste e non potrà più esistere. Capitta & Partners è il punto di riferimento a Cagliari per chi desidera vendere o acquistare immobili di pregio in Sardegna: dal 1982 seleziona le migliori proprietà esclusive dell’isola e affianca i clienti con consulenza specializzata, assistenza legale, traduzioni madrelingua e soluzioni personalizzate fino alla firma notarile “Il vero lusso – spiega Capitta – è dato da quello che c’è e da quello che non potrà più esserci. Dal 1976, giustamente, non è più possibile costruire sulla costa. Questo rende alcune posizioni uniche e non replicabili. È lì che nasce il valore reale.” Negli ultimi anni, e in particolare dopo il Covid, il mercato ha registrato un’accelerazione evidente. La Sardegna ha iniziato a essere percepita diversamente, non solo dal pubblico europeo ma anche da quello americano.
“C’è stato un cambio di passo nella percezione dell’isola – racconta Capitta – e io stesso, attraverso la comunicazione e la partecipazione a eventi internazionali di fascia alta, ho contribuito a rafforzarne l’identità. Prima venivamo spesso confusi con la Sicilia, oggi la Sardegna è riconoscibile, ha una sua voce.” Un lavoro portato avanti senza slogan e senza polemiche sul versante politico, ma con l’obiettivo di inserire l’isola nei contesti giusti. “Non sembrava nemmeno che dovessi vendere qualcosa – sorride – ma semplicemente raccontare un territorio.”
Il modello, però, è chiaro e selettivo. “Meglio mille persone con grandi disponibilità che centomila con poche risorse, che lasciano poco al territorio. È anche così che si preserva l’ambiente: poche presenze, ma di qualità.” Un approccio che punta su soggiorni lunghi, non su vacanze mordi e fuggi. “Come accadeva anni fa in Costa Azzurra: persone facoltose che vivevano lì da ottobre a maggio, quando nei loro Paesi faceva freddo. Oggi questo è possibile anche nel Sud Sardegna.” A fare la differenza sono le infrastrutture e i servizi: porto, aeroporto, sanità di qualità, cultura, sport. “Chi si trasferisce qui spende, investe, vive il territorio. Cerca ville sul mare o superpanoramiche, non soluzioni di compromesso.” Le vecchie case estive, spiega Capitta, devono essere ripensate: pavimenti radianti, spa, comfort da residenza principale. “Non vengono per risparmiare.” C’è poi un effetto collaterale interessante: il ritorno verso la città. “Un mio cliente, che anni fa ha acquistato una villa, oggi frequenta spesso il centro per l’opera, il ristorante, il cinema. Con l’età non ha voglia di fare 20 o 30 chilometri ogni volta e ha comprato anche un pied-à-terre in città, per avere tutto a portata di mano.”
Il mercato, dunque, cresce ma resta altamente selezionato. “Non espongo tutto. L’acquirente, spesso, è già pronto per il tipo di proprietà che tratto.” Anche la comunicazione segue questa linea: “Dò per scontato che il mare della Sardegna sia già noto. Ma se vogliamo che qualcuno resti più di una settimana, dobbiamo raccontare il territorio.” E qui entrano in gioco Cagliari e la Sardegna, con il patrimonio culturale, naturalistico e sportivo: il teatro lirico, la prosa al Teatro Massimo, Nora, i Giganti di Mont’e Prama, la Cittadella dei Musei, le collezioni d’arte. “Sono questi gli elementi che rendono attrattiva una città oltre il mare.” Uno sguardo che si allarga anche al futuro del lavoro. “Stiamo iniziando a vedere giovani famiglie che si trasferiscono qui perché possono lavorare da remoto. La presenza di scuole internazionali è un fattore decisivo.” E l’attrattività non si ferma alla costa: “L’entroterra ha enormi potenzialità. Barumini ne è un esempio straordinario.” Il lusso, insomma, non è un’etichetta. È una scelta precisa, fatta di identità, tempo, qualità e rispetto del territorio. E, soprattutto, di luoghi che non potranno mai essere replicati. (a.s.)