
L’ultimo che resiste è il cantiere di Nino Barbini ma per il resto in via dei Calafati a Cagliari l’Autorità portuale sta mettendo i sigilli a ogni fabbricato. Chiusa da poche settimane la Motomar di Gianni Onorato, che per ultimo atto ha fatto a pezzi lo scafo del motoscafo Teide, affondato in circostanze surreali. Chiusi tutti gli altri hangar e depositi di un’area molto vasta, che costeggia la Capitaneria di porto e che ha lavorato per oltre mezzo secolo. Intenzioni dell’Autorità portuale: nessuno le conosce. La nuova guida, Domenico Bagalà, che ha sostituito Massimo Deiana, non si è ancora ufficialmente pronunciato ma è certo che le vecchie concessioni sono scadute. E di nuova gare non c’è traccia. Voci di popolo parlano di una imminente demolizione di tutti i fabbricati, effettivamente ridotti malissimo (almeno a guardarli dall’esterno). Le grandi navi dei grandi ricchi sono destinate ai moli di via Roma, si sa: è in costruzione anche un hotel cinque stelle, che tra due anni sarà inaugurato. Ma la domanda principale riguarda la cantieristica da diporto, quella delle barche accessibili anche a chi ricco non è: che fine farà? Dove sarà trasferita? Ecco, la risposta per ora non c’è.