
“Il pagamento delle quote per lo scambio di emissioni, l’Emission Trading System (ETS), a carico delle compagnie di navigazione, rappresenta un fattore che alimenta squilibri e disparità. Un meccanismo che penalizza l’Italia e, in particolare, la Sardegna, considerando anche l’età media elevata della flotta, con la metà delle navi che supera i 30 anni”. Lo ha dichiarato Domenico Bagalà, nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, durante l’audizione davanti alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, presieduta dall’on. Tommaso Calderone. Bagalà ha ricordato alcuni dati eloquenti: a livello nazionale il rapporto tra trasporto via mare e via terra è profondamente diverso rispetto alla Sardegna, dove l’isola dipende quasi totalmente dalle rotte marittime, con una quota vicina al 100%. Le uniche eccezioni sono Carloforte e La Maddalena, che godono di deroghe riservate ai territori con popolazione inferiore ai 200 mila abitanti.
L’impatto economico dell’ETS è rilevante: il sovrapprezzo incide per il 40% sul costo del nolo marittimo, pari a una media di 565 euro. Sulla linea Livorno–Olbia, ad esempio, l’aumento è di 16,50 euro per metro lineare, con un rincaro complessivo di circa 224 euro per un autoarticolato standard da 13,60 metri. E i costi sono destinati a crescere: l’ETS, oggi applicato al 70%, arriverà al 100% nel 2026, aggravando ulteriormente le spese di trasporto delle merci. Secondo Bagalà, questo incremento colpisce in modo trasversale l’intera filiera: vettori, aziende mittenti, destinatari e, alla fine, i consumatori. Oltre alla crescita dei costi, si crea una tensione tra gli operatori, ciascuno dei quali tenta di scaricare l’onere sul proprio fornitore di servizio. Lo scenario, ha avvertito, rischia di compromettere il sistema produttivo sardo, con effetti negativi sui settori industriale, manifatturiero e distributivo.
Da qui la proposta avanzata dal presidente dell’Authority: prevedere esenzioni o deroghe per la Sardegna, una misura giustificata dall’assoluta dipendenza dell’isola dal trasporto marittimo e dall’elevata incidenza dell’ETS rispetto ad altri territori. In alternativa, Bagalà suggerisce l’attivazione di incentivi per il rinnovo della flotta, che consentirebbe alle compagnie di dotarsi di navi di nuova generazione non soggette al pagamento della tassa. (red)