La coraggiosa denuncia di Camilla Soru: abusata da un prete a 9 anni

Camilla Soru

“Sono stata abusata da un prete, all’età di 9 anni. Ed è stato il primo di una lunga serie. Purtroppo, non c’è nulla di cui stupirsi: in questo Paese gli abusi sessuali sulle donne sono la prassi, non l’eccezione. La colpa non è dell’immigrazione, è del patriarcato”. In un video postato sul suo profilo TikTok, la consigliera regionale del Pd, Camilla Soru, ha raccontato tutte le aggressioni sessuali subite durante la sua vita. Un destino simile a quello di innumerevoli altre donne.

In risposta a Valditara

Alcuni giorni fa, Camilla Soru è stata invitata a partecipare a un evento pubblico organizzato da una associazione letteraria di Nuoro. In un forte atto di coraggio, la consigliera regionale ha voluto portare la sua drammatica esperienza personale in risposta a quanto dichiarato alcuni giorni fa dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che aveva detto: “Il patriarcato non c’è più, le violenze sessuali aumentano a causa dell’immigrazione”. Camilla Soru, su TikTok, a commento del video, scrive: “Ho letto quelle dichiarazioni e mi sono chiesta “Ma come pensano che vivano le donne nate in un contesto privilegiato? Posso dimostrare il contrario semplicemente raccontando quello che è successo a me”.

Il video

Nel monologo ripreso nel video di TikTok, la Soru torna indietro nel tempo, a quando aveva 9 anni e frequentava l’oratorio estivo di San Francesco d’Assisi di Milano: “Ci sono giochi con i bambini, vernice blu, qualcuno mi rovescia addosso un barattolo di colore. Don Alberto mi prende per mano e mi porta in uno stanzino per pulirmi. Di quello che accadde lì dentro, tra un lavandino e le scope sporche, mamma non saprà nulla per almeno 20 anni”. È storia di vita vissuta, non è un contributo artistico: è un abuso risalente a 33 anni fa. Purtroppo, non è stato l’ultimo: qualche tempo dopo, a Meana Sardo “Bore mi tocca, perché dice che sono cresciuta”. E poi ancora, altri episodi, fino a pochi anni fa, quando in una sala d’attesa dell’ospedale Brotzu un uomo le rivolge alcune parole oscene.

Un atto di coraggio

“Io mi chiamo Camilla Soru – dice nella fase conclusiva del video – e sono una donna felice, fortunata, nata in una famiglia che per me era straordinaria, moderna, dove non c’erano disagi e fragilità. Una tipica famiglia benestante. Eppure questa è stata una piccolissima parte della mia vita. Quello che mi è successo non è colpa mia. È una colpa collettiva, anche vostra. Vi riguarda, come riguarda anche me. Questa storia la racconto anche al ministro Valditara, per le presunte violenze figlie della marginalità e dell’immigrazione clandestina. La colpa, ministro, è del patriarcato”.

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