
Per la prima volta una ragazza sarda parteciperà al mondiale femminile velocità di moto: Beatrice Barbera, una delle figure più rappresentative del motociclismo isolano e nazionale, ce l’ha fatta. La centaura sarda, nata a Cagliari nel 1994, ha saputo trasformare una passione in una carriera di successo, sfidando stereotipi e superando ostacoli in uno sport tradizionalmente dominato dagli uomini e ora, per lei, si aprono le porte del mondiale velocità. Beatrice infatti prenderà parte al World WCR, che si corre in concomitanza con il mondiale World SBK, la vetrina per derivate di serie più prestigiosa del mondo.
Ho scoperto l’amore per le due ruote, a differenza di molte “colleghe” abbastanza tardi, se consideriamo che l’età di ingresso in questo mondo per chi vuole competere ad alti livelli è intorno ai 5/6 anni. Io invece ho iniziato a 17 con i primi giri in kartodromo, a 20 l’approccio con una scuola di motociclismo in Sardegna e a 21 la prima gara internazionale sotto invito di Chicho Lorenzo (padre di Jorge Lorenzo, 5 volte campione del mondo) in Spagna in una categoria monomarca femminile, per poi continuare sempre nella stessa tipologia in Messico. Posso dire che sia stato un amore a prima vista ma al contempo un mondo che mi ha richiesto tanti sacrifici: da vivere lontano da casa a dividermi fra il lavoro, gli allenamenti e la ricerca di sponsor e budget. Non proprio una vita che definirei tranquilla, ma punto in alto e non ho mai avuto il pensiero di mollare.
Dopo vari anni nel campionato europeo femminile, nel 2024 c’è stata finalmente la nascita del World WCR ed è stato come vedere un sogno materializzarsi. Partecipai alle selezioni ce prevedevano una scrematura in base al curriculum e agli anni “attivi” e fui selezionata. Tuttavia in quel momento non ero preparata economicamente ed ero reduce da un brutto infortunio, quindi desistetti. Durante il 2024 ho nuovamente preso parte all’europeo con uno sguardo rivolto verso il mio ingresso al mondiale 2025. Presi parte come wildcard (la partecipazione a una sola gara, ndr) alla gara tenutasi a Misano, senza nessuna esperienza nella nuova categoria dí cilindrata superiore. A novembre 2024 sono stata nuovamente selezionata per il World WCR, nuovamente senza budget di partenza ma con tantissima voglia di correre. Riuscii a bloccare il mio posto in griglia scommettendo su me stessa, continuando a lavorare per la ricerca di sponsor anche quando non c’erano le migliori prospettive. Mi stavo iscrivendo ad un mondiale, senza essere in quel momento sicura di poterlo sostenere, ma come potevo rinunciare a una seconda chance?
Da sarda ho sempre creduto nel mutuo aiuto, ma sicuramente vivere su un’isola con pochissima cultura del motorsport non mi ha aiutata ad entrare in contatto con chi vedesse il potenziale del mio progetto. Delle 24 pilote selezionate sarò una delle due italiane in griglia e l’unica pilota isolana a prendere parte ad una stagione completa nel Mondiale. Correrò con i colori di Gattermayer, anche se dovrò ancora fare i conti con il budget. Nella pianificazione di una stagione ci sono infatti tante incognite, fra tutte le cadute, i cui costi sono sempre molto variabili, fino a poter incidere così significativamente da chiudere in anticipo la stagione. Certo, se qualche altro sponsor decidesse di buttarsi in questa avventura correrei sicuramente con la mente più sgombra.
Ho cercato supporto dall’isola, dai primi anni nel WEC porto sulla lunetta della tuta la bandiera sarda e quest’anno sono orgogliosa di poter dire di correre grazie al Motoclub Motocicli Audaci.
Il livello del motociclismo ad oggi è superiore in Spagna, anche al femminile, e sono tantissime le pilotesse che da anni vediamo trionfare nel WEC (campionato europeo femminire) e nella prima edizione del mondiale femminile, ma in Italia si sta lavorando tantissimo anche per il motociclismo “rosa”, grazie soprattutto alla Federazione Motociclistica Italiana che ci permette di continuare a formarci e crescere.
Mi piacerebbe in futuro potermi dedicare alla crescita di questo sport sull’isola, magari coinvolgendo i circuiti locali o grazie al supporto delle istituzioni, ancora molto distanti da questo tipo di attività. Non va trascurato infatti che calcare palcoscenici così prestigiosi rappresenta una grande vetrina anche per la Sardegna nella sua totalità.


