
La finanziaria regionale entra domani in Consiglio con un calendario serrato e un obiettivo condiviso – almeno nelle intenzioni – da maggioranza e opposizione: approvarla entro il 18 aprile per uscire dall’esercizio provvisorio. Ma l’intesa informale regge su un equilibrio sottile: la disponibilità della maggioranza ad accogliere alcune delle proposte dell’opposizione. Senza un’apertura, l’accordo rischia di saltare, e con esso i tempi certi.
A dare il tono all’avvio dei lavori è Giuseppe Meloni, assessore regionale al Bilancio e vicepresidente della Giunta. «Questa manovra finanziaria è un segnale di concretezza per la Sardegna – afferma – nonostante le difficoltà imposte dai tagli statali e dalle ristrettezze economiche, abbiamo lavorato per garantire risorse ai settori che contano davvero: sanità, istruzione, trasporti, l’ambiente e il sociale».
La Giunta si dice pronta a presentare emendamenti coerenti con la cornice tracciata nel Piano regionale di sviluppo. «È una manovra che guarda al futuro – prosegue Meloni – con un’attenzione particolare alle fasce più deboli e ai territori più fragili, con misure contro lo spopolamento».
Ma ora il confronto si sposta in aula. «Confidiamo in un dibattito che tenga conto delle esigenze dei cittadini, degli enti locali e delle imprese – conclude – in modo da raggiungere al meglio gli impegni presi sul territorio e avviare davvero la realizzazione del Piano di sviluppo».
Intanto, tra le forze politiche prosegue il confronto su quali emendamenti presentati dalla minoranza possano essere accolti nel testo. La strada verso l’approvazione sembra tracciata, ma senza un gesto politico della maggioranza, la tempistica promessa rischia di diventare un miraggio.


