
Matteo Salvini vince il congresso della Lega e mette subito sul tavolo della maggioranza la questione ucraina. Con 465 voti contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia, il leader del Carroccio chiude il congresso di Milano chiedendo più peso per il partito nel governo e indicando un traguardo per le prossime elezioni: confermare Giorgia Meloni a Palazzo Chigi e portare la Lega a diventare almeno la seconda forza della coalizione. “Non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina”, afferma Salvini, annunciando di voler sostenere questa posizione in Consiglio dei ministri. Per il segretario, la conclusione del conflitto passa da un negoziato: occorre quindi concentrare gli sforzi sulla diplomazia, interrogandosi sui risultati ottenuti finora con forniture militari e sanzioni. Salvini alterna l’invito ai suoi a ricompattarsi, chiede di superare le ostilità tra militanti e presenta il voto congressuale come l’avvio di una nuova fase. Allo stesso tempo, rivendica maggiore considerazione da parte degli alleati: la Lega, ha afferrmato, intende restare una componente leale della maggioranza, facendo però sentire la propria voce sulle scelte del governo. A partire dalla guerra in Ucraina.