Legge elettorale, ritorno delle preferenze e premio di maggioranza

Lo Stabilicum punta a garantire una maggioranza parlamentare. Restano i capilista bloccati
Montecitorio

Una coalizione capace di ottenere almeno il 42% dei voti potrà contare su un premio di seggi per governare. Gli elettori torneranno a esprimere le preferenze, ma una parte dei parlamentari continuerà a essere scelta attraverso candidature bloccate. Sono i due elementi principali dello Stabilicum, la nuova legge elettorale approvata, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, l’8 ottobre e destinata a disciplinare le politiche del 2027.
La riforma interviene sul rapporto tra rappresentanza e governabilità: i seggi saranno distribuiti con un sistema proporzionale, al quale si aggiungerà un premio per la formazione più votata. Il meccanismo, però, scatterà soltanto se la stessa coalizione o lo stesso partito arriverà primo e raggiungerà il 42% sia alla Camera sia al Senato. Il bonus sarà di 70 deputati e 35 senatori. Se i vincitori saranno diversi nei due rami del Parlamento, oppure la soglia verrà raggiunta soltanto in uno, il premio non sarà assegnato. In quel caso la costruzione della maggioranza dipenderà dagli accordi parlamentari successivi al voto. È previsto anche un limite alla consistenza dello schieramento vincente: non potrà superare 220 seggi alla Camera e 113 al Senato, senza conteggiare gli eletti all’estero.

Tre preferenze

Per chi si recherà alle urne, la novità più visibile sarà la possibilità di indicare fino a tre preferenze tra i sette candidati della lista nel collegio plurinominale. La scelta degli elettori riguarderà tuttavia le posizioni successive alla prima: il capolista resterà bloccato e avrà quindi la precedenza nell’elezione. Quando una lista conquisterà un solo seggio nel collegio, entrerà in Parlamento il candidato indicato dal partito come capolista. Saranno bloccate anche le liste circoscrizionali di coalizione dalle quali verranno scelti i parlamentari assegnati con il premio. Il ritorno delle preferenze, dunque, lascerà comunque alle forze politiche un ruolo determinante nella selezione degli eletti.

Rappresentanza di genere

Sul fronte della rappresentanza di genere, chi esprimerà più di una preferenza dovrà indicare candidati di sesso diverso. Per i capilista non sono invece previste quote minime tra uomini e donne. Nelle liste destinate al premio di maggioranza nessuno dei due generi potrà superare il 60%. Rimarrà inoltre la possibilità di candidarsi in più collegi, fino a un massimo di cinque.

L’indicazione del presidente del Consiglio

La riforma chiederà ai partiti di dichiarare anche il nome della persona proposta per guidare il governo. L’indicazione dovrà essere contenuta nel programma depositato insieme al simbolo e sarà comune alle forze della stessa coalizione. Il nome non comparirà sulla scheda e la scelta non avrà valore vincolante: resteranno ferme le prerogative del presidente della Repubblica nella nomina del presidente del Consiglio.

Fuori sede

Un altro cambiamento riguarda chi vive temporaneamente lontano dalla propria regione. Il voto nel comune in cui ci si trova sarà consentito, alle condizioni previste, per soggiorni dovuti a studio o lavoro di almeno nove mesi, oppure di almeno tre mesi per ragioni di cura. Occorrerà iscriversi a un apposito albo entro 45 giorni dalle elezioni. La possibilità sarà estesa anche ai caregiver che assistono figli o familiari ricoverati fuori regione.

Soglia di sbarramento

Per accedere al Parlamento, le liste dovranno raggiungere il 3%, mentre per le coalizioni la soglia sarà del 10%. È previsto un recupero per la migliore lista rimasta sotto lo sbarramento all’interno dell’alleanza. Ai fini del raggiungimento del 42% necessario per il premio conteranno anche i voti dei partiti alleati che non avranno superato le soglie.

Seimila firme per presentare la lista

Diventerà invece più impegnativa la presentazione delle liste per le formazioni prive dei requisiti di esenzione: le firme richieste saliranno da 1.500 a 6.000 per collegio. Per le componenti del gruppo Misto resterà una soglia ridotta a 1.500 sottoscrizioni.

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