Marina Café Noir lascia Cagliari e riparte dall’acqua

Dopo 24 anni il festival trasloca ad Elmas
Una recente edizione del Marina Café noir.

Ventiquattro anni dopo la sua nascita, Marina Café Noir lascia la città di Cagliari torna là dove tutto è iniziato: vicino all’acqua. È un ritorno simbolico e identitario, che però porta con sé una grande novità geografica. La XXIV edizione del Festival di Letterature Applicate approda infatti a Elmas, nella suggestiva area di Giliàcquas, affacciata sulla laguna di Santa Gilla. Un luogo “meraviglioso e, per certi versi, ancora tutto da scoprire”, come sottolineano gli organizzatori nel loro annuncio ufficiale. Un cambiamento tanto evocativo quanto coraggioso, frutto di una scelta tutt’altro che semplice. “È stata una decisione complessa, sofferta e a lungo meditata — racconta il collettivo — ma alla fine il nostro nomadismo, il gusto della libertà e quello per le nuove avventure hanno prevalso”. A fare la differenza, aggiungono, è stata anche l’accoglienza del Comune di Elmas, che ha voluto fortemente il festival, offrendo la possibilità di restare comunque a pochi minuti da Cagliari.

“Rimanete sintonizzati”

La scelta di Elmas non è soltanto logistica: è narrativa. Giliàcquas offrirà al festival una scenografia naturale di grande fascino, a pochi passi dalla laguna. Profumi, colori, spazi aperti: una cornice perfetta per una manifestazione che da ventiquattro anni abita i confini tra letteratura, musica, teatro e impegno civile. Il collettivo parla di “una grande festa dei saperi e delle storie condivise”, resa ancora più intensa da un territorio accogliente e da una dimensione comunitaria autentica, “a misura d’uomo”. Un luogo ideale per il ritorno all’acqua, elemento simbolico che ha accompagnato il festival fin dalle origini nel quartiere della Marina. Gli organizzatori promettono presto nuovi annunci: ospiti, produzioni originali, eventi speciali. Intanto, il trasloco a Elmas — a soli dieci minuti di auto dal centro di Cagliari — segna un nuovo capitolo della storia del festival, che si appresta a celebrare il quarto di secolo con lo spirito libero e nomade che lo contraddistingue. Una scelta che sa di futuro e di radici. Un ritorno all’acqua che assomiglia a una nuova partenza. (as)

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