Michele Ciusa, capogruppo M5S: “Nessun rimpasto, le priorità sono i risultati”

Michele Ciusa

Michele Ciusa è il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale. Per qualche tempo il suo nome è circolato come possibile nuovo ingresso in giunta, in un’ipotesi di rimpasto che avrebbe dovuto riequilibrare gli assetti interni della maggioranza. Ma lui stesso chiude il discorso: “La Sardegna ha delle priorità, il resto è un calderone politico”. Nessuna disponibilità a commentare scenari di governo o trattative, nessuna apertura a ipotesi di ruoli. L’obiettivo, dice, è portare a casa risultati concreti: legge sulla siccità, riforma del sistema sanitario, trasporti e nuova finanziaria. Il tutto mentre la presidente Todde resta in attesa degli sviluppi giudiziari sul ricorso che potrebbe compromettere la sua carica.

In questo momento delicato della legislatura avete scelto di concentrarvi sulle questioni concrete, ma il ruolo di un capogruppo – soprattutto del Movimento 5 Stelle – implica anche una parte politica. Come bilanciate queste due dimensioni?

Ci siamo concentrati su ciò che c’è da fare. Ad esempio, in quarta commissione regionale è stata appena approvata la legge contro la siccità, che attribuisce maggiori poteri a Enas e che a breve arriverà in aula. Questo per noi ha la priorità. Le questioni operative, i provvedimenti da portare avanti, vengono prima di tutto: è un dato oggettivo.
Detto questo, conosco e rispetto i ruoli di ciascuno. Ma quello che mi sento di dire è che la Sardegna oggi ha delle urgenze precise, e a quelle dobbiamo dare risposta. Il nostro compito è ottenere risultati concreti. Il resto – le dinamiche politiche, le discussioni interne – fanno parte del calderone politico, con tutto ciò che comporta, ma non possono venire prima.

La politica è anche equilibrio, compromesso. Come giudichi la tenuta della maggioranza?

Io registro una maggioranza coesa. Abbiamo fatto un vertice, lunedì scorso, a Villa Devoto, con la presidente, la giunta e i capigruppo, proprio per definire alcuni passaggi importanti. Tra questi, c’è la variazione di bilancio: un atto necessario, anche alla luce delle nuove risorse disponibili.
Abbiamo già approvato una finanziaria, ma la capacità di manovra era limitata. Ora c’è qualcosa in più, e la maggioranza è consapevole della responsabilità che comporta gestirla bene.

I Progressisti però chiedono un riequilibrio. C’è o no un dibattito aperto nella coalizione?

Sono valutazioni che, se ci saranno, passeranno da tavoli politici specifici. Io posso dire che la riunione di Villa Devoto è stata incentrata sui temi, non su ruoli o incarichi. Questo per me è il dato rilevante. Poi ogni gruppo ha le proprie posizioni, le proprie esigenze. Ma io, per quanto riguarda il nostro gruppo, ho percepito un clima buono, direi ottimo, con la volontà di lavorare concretamente per portare avanti azioni necessarie. E anche per dare una nostra impronta politica alla Sardegna.

Un nodo resta aperto: la vicenda giudiziaria che riguarda la presidente Todde. Siete preoccupati per l’esito?

Noi restiamo accanto alla presidente. Siamo fiduciosi negli esiti, sia sul piano giudiziario ordinario che su quello del conflitto di attribuzione. Seguiremo passo dopo passo i vari sviluppi, con la speranza che si possa chiudere tutto il prima possibile. Solo allora, con un quadro più chiaro e definitivo, potremo concentrarci esclusivamente sulla politica. È quello che auspichiamo.

Quali sono, per voi del M5S, le priorità da qui alla fine dell’anno?

In questo momento siamo molto concordi sulla necessità di approvare il prima possibile la legge sulla siccità, già licenziata dalla Commissione. È un tema prioritario, che richiede strumenti operativi chiari per gli enti competenti, e si collega direttamente alla questione del cambiamento climatico. Un’altra priorità è la sanità. Abbiamo appena rinnovato i vertici delle Asl: è il momento giusto per dare un’impronta diversa, più decisa. Non serve necessariamente una nuova legge: bastano anche azioni mirate, ma devono essere visibili, concrete, e mandare il segnale che qualcosa sta cambiando.

Sul piano economico e infrastrutturale, quali sono le prossime mosse?

La finanziaria è uno snodo essenziale. L’obiettivo è approvarla entro il 31 dicembre, in modo da dare continuità alla programmazione e consentire agli enti di lavorare con risorse disponibili e tempi adeguati. Stavolta ci sono margini più ampi rispetto alla manovra precedente, e questo ci permette di intervenire in modo più incisivo.
Un altro punto cruciale è quello dei trasporti. È un tema condiviso da tutti i gruppi e ormai diventato urgente. Sappiamo che servono risposte strutturate, non solo interventi tampone. È su questi due fronti – risorse ben impiegate e mobilità – che ci giochiamo una parte rilevante della credibilità di questa maggioranza.

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