Morte nel reparto psichiatrico: le associazioni chiedono l’intervento dell’assessore regionale Bartolazzi

La pattuglia dei Carabinieri davanti al reparto Psichiatrico dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari

Aveva 60 anni l’uomo di Villaputzu (R.P. le sue iniziali) che ieri mattina si è tolto la vita con un lenzuolo in un bagno del reparto psichiatrico dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari. I suoi funerali saranno celebrati domani nel paese del Sarrabus. La sua morte ha generato sconcerto e sdegno: sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri che dovranno spiegare per quale motivo era stato ricoverato e come sia riuscito a compiere l’ultimo gesto in un reparto evidentemente più a rischio di altri e perciò meglio controllato, in teoria. Capire, dunque, se ci siano delle responsabilità da attribuire. Finora, dall’ospedale e dalla Asl si è mantenuto il più stretto riserbo e quindi rimangono ancora tanti aspetti da chiarire.

Domande a cui rispondere

Gisella Trincas, presidente nazionale della Unasam e dell’Associazione sarda per la riforma psichiatrica, ieri notte ha inviato una lettera all’assessore regionale alla Sanità, Armando Bartolazzi, chiedendo un suo intervento “perché si faccia piena luce sulla vicenda. Pretendiamo una seria ispezione interna” spiega la Trincas. Stando a quanto risulta all’associazione, ci sono degli aspetti da chiarire sulla morte del 60enne. “Vogliamo sapere se è stato portato in ospedale per essere ricoverato in psichiatria. Ci sono elementi che ci fanno pensare che provenisse da un altro reparto e che in psichiatria abbia passato solo l’ultima notte, in seguito a un ricovero forse troppo affrettato. Intendiamo verificare queste notizie. Inoltre bisognerà chiarire se gli sono stati somministrati dei medicinali. E se la risposta sarà affermativa, allora vorremmo sapere quali e in che dosi”.

La lettera a Bartolazzi

La domanda principale è anche la più ovvia: “Com’è possibile che una persona in condizione di fragilità, affidata al servizio sanitario pubblico per la sua cura e protezione, sia stata lasciata totalmente sola?”, si legge nella lettera inviata a Bartolazzi. L’auspicio è che le indagini chiariscano definitivamente questo aspetto. Ma Gisella Trincas sottolinea che quello che è avvenuto ieri mattina al Santissima Trinità, probabilmente non può essere definito casuale. “Non è più rinviabile una discussione e un confronto per definire un piano organico regionale per la salute mentale che affronti le gravi criticità che si trascinano da tempo e che provocano dolore e danni alle persone. Non è più tempo di indugiare: ci sono troppi problemi da risolvere”.

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