
Il 6 settembre, dopo la partenza da Orano in Algeria mentre era in navigazione tra la Sicilia e Malta, la nave ro-ro russa Lady Mariia, ex Stella-Maria e sottoposta a sanzioni statunitensi, è stata colpita da diversi droni. La nave, che è sospettata di essere adibita al trasporto di armi dalla Siria verso la Russia e viceversa, da quanto emerge in un video circolante in rete è stata colpita da droni che hanno rilasciato delle munizioni, provocando un incendio a bordo. A seguito dell’attacco la nave risulta alla deriva nel Mar Ionio con il sistema di tracciamento spento. Non è chiaro da dove siano partiti i droni, se dalle coste libiche o da delle imbarcazioni nelle vicinanze. Nessuno ha rivendicato l’attacco, anche se l’episodio potrebbe essere ascritto alla guerra in corso tra Russia ed Ucraina. In questo caso, l’offensiva in un punto così lontano dal Mar Nero, indicherebbe un salto di qualità nelle capacità di attacco ucraine. Altri scenari, più complicati dal punto di vista geopolitico, andrebbero ipotizzati nel caso di partenza dalle coste libiche: Russia, Turchia e Cina hanno più di un interesse nel paese africano.
Il consolidarsi in Libia della presenza militare russa e turca, rappresenta una sfida per gli interessi italiani nel Mediterraneo, ma altrettanto importante, soprattutto per i sardi, è quanto accade in Algeria: da l’ partono non solo i barchini carichi di migranti che sbarcano quasi quotidianamente sulle nostre coste, ma anche i convogli russi che viaggiano nel Mediterraneo. (m.m.)


