Nuoro capitale del libro 2027? La città ci crede

Ieri l’audizione a Roma dei sette municipi finalisti

Città del libro

Nuoro ha giocato ieri una delle tappe decisive della corsa a Capitale italiana del Libro 2027. Davanti alla commissione del ministero della Cultura, la città ha presentato il progetto “Radici di carta, visioni di futuro”, costruito attorno a un’idea precisa: partire dalla grande tradizione letteraria nuorese per portare il libro fuori dai luoghi in cui normalmente lo si incontra. Ad aprire l’audizione è stato il sindaco Emiliano Fenu, che ha richiamato l’eredità di Grazia Deledda come punto di partenza della candidatura.
“La nostra storia ci impone una grande responsabilità. Quante persone riusciremo a raggiungere e a far avvicinare alla lettura dando voce alla narrazione della propria storia? È questa la nostra sfida”.
Il progetto punta a entrare nella vita quotidiana della città. Sono previste panchine narrative con audiolibri in più lingue, percorsi dedicati alle scuole e il coinvolgimento diretto degli studenti, che presteranno anche la propria voce alle registrazioni.
Accanto alla dimensione educativa c’è quella sociale: letture nei reparti di pediatria, iniziative nelle case di riposo e laboratori all’interno del carcere. Complessivamente il programma prevede 750 attività.
Durante l’audizione è emerso anche il tema delle risorse. Il Comune ha già previsto 20mila euro di fondi propri, mentre la Regione Sardegna, secondo quanto riferito dalla dirigente del settore Cultura Maria Dettori, si è impegnata a destinare 300mila euro alla città sarda che dovesse ottenere il titolo, Nuoro o Iglesias.
La candidatura prova così a tenere insieme due piani: il peso di una storia letteraria che ha in Grazia Deledda il suo riferimento più forte e la costruzione di un progetto capace di parlare al presente.

Nuoro parte dalla sua identità, ma davanti alla giuria ha cercato soprattutto di mostrare come quella stessa identità possa diventare uno strumento per allargare l’accesso alla lettura e coinvolgere pezzi diversi della comunità. Ora resta il giudizio della commissione. Per Nuoro, la partita si gioca sulla capacità di trasformare un’eredità culturale riconosciuta in una visione credibile per il 2027. (E.C.)

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